25 Settembre 2013

Il giallo del terzo compartimento allagato

Il giallo del terzo compartimento allagato

 

GROSSETO L’ aveva detto il presidente Giovanni Puliatti: questo è un processo ricco di colpi di scena. Ce ne è stato uno anche ieri, quando la Procura ha proiettato una slide in cui viene disegnato come allagato anche il compartimento 3: una sorpresa per tutti. Non lo sapeva il collegio dei periti («non era nel Vdr», ha spiegato l’ ammiraglio Cavo Dragone), non ne era a conoscenza la difesa di Schettino («il comandante non sa niente», ha osservato l’ avvocato Pepe), è una novità assoluta per le parti civili («non è mai stato detto», ha detto l’ avvocato Leuzzi per il Codacons). E da queste considerazioni è partita una bordata di polemiche incrociate. Il sostituto procuratore Alessandro Leopizzi ha spiegato che l’ allagamento del compartimento 3 è stato ricavato da fonti orali, sommarie informazioni che hanno ricostruito la vicenda. Cavo Dragone ha comunque spiegato che quella non può essere una concausa dell’ affondamento, visto che ne bastavano tre e che erano comunque quattro quelli invasi dall’ acqua entrata dalla falla. Una massa d’ acqua enorme. Il professor Maestro ha spiegato che erano entrati 1 milione e 200 mila metri cubi di acqua e che le quattro pompe di sentina avrebbero potuto al massimo togliere 240 metri cubi all’ ora: «Ne sarebbero servite seimila. E l’ acqua continuava a entrare». Lo squarcio aveva interessato quattro aree, ha detto il professor Troisi, due centrali quasi equivalenti (23 metri quadrati ciascuna) e due più piccole laterali (0,18 e 5): «Escludiamo che si potesse in qualche modo attenuare lo sbandamento», ha detto Maestro. «E con due compartimenti allagati la nave è persa» ha commentato Cavo Dragone. Ma Pepe, difensore di Schettino, ha detto di avere documenti che dimostrano che con tre compartimenti allagati la nave non affonda. Del resto, difesa e parte civile Codacons, strani alleati, sono anche del parere che se le manovre ordinate da Schettino fossero state attuate, l’ urto con lo scoglio non sarebbe avvvenuto. Hanno sostenuto questa tesi con un’ animazione in cui le due rotte (quella reale e quella virtuale) sono state sovrapposte in prossimità delle Scole: lo scafo passa di lato senza essere interessato dall’ urto. Ma la Procura ha bollato questo documento come «inattendibile». (p.s.)

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