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4 Febbraio 2015

Il giallo del naufragio Norman La scatola nera è illeggibile

Il giallo del naufragio Norman La scatola nera è illeggibile

BARI Le registrazioni delle conversazioni avvenute nella plancia di comando e nella sala controllo propulsione del traghetto Norman Atlantic sono inservibili. È quanto sarebbe emerso durante la fase di estrazione e decriptazione dei dati da una delle due scatole nere recuperate a bordo del relitto. L’ indiscrezione è stata diffusa dal Codacons che, attraverso un suo team di esperti coordinati dal professore Bruno Neri, sta partecipando a Torre Annunziata alle operazioni peritali per determinare le dinamiche e le cause dell’ incendio divampato, lo scorso 28 dicembre al largo delle coste albanesi, a bordo dell’ imbarcazione salpata dalla Grecia. Il naufragio ha provocato la morte di dieci persone, ma di altri 18 passeggeri non si conosce ancora la sorte. «I dati provenienti dalla scatola nera della Norman Atlantic – sostiene il Codacons – appaiono in alcune parti carenti, parziali e insufficienti ad una precisa e puntuale ricostruzione di quanto accaduto. In particolare, le difficoltà finora emerse, e che al momento non si sa come risolvere, riguardano i file audio che contengono la registrazione delle voci in plancia di comando e in sala controllo propulsione. Questi file – spiegano i consulenti dell’ associazione – della durata di pochi minuti includono solo rumori e non emergono le voci dei soggetti presenti in plancia né le loro comunicazioni verso l’ esterno». Nelle prossime ore, il Codacons depositerà un’ istanza ai pm inquirenti, Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano, «affinché siano acquisiti e messi a disposizione delle parti tutti i dati e la documentazione che potrebbe rivelarsi utile per una più completa ricostruzione del naufragio», annunciano i legali dell’ associazione che rappresenta una ventina di passeggeri. Intanto, a Bari, proseguono gli accertamenti per cercare di risalire all’ identità del cadavere trovato carbonizzato lunedì scorso all’ interno del relitto. Secondo i primi accertamenti svolti dai medici legali Francesco Introna e Biagio Solarino si tratterebbe di un uomo, mentre il tir sul quale è stato trovato il corpo senza vita è di proprietà di un’ azienda greca. Ma per riuscire a dare con certezza un nome e un cognome alla vittima serviranno ancora altri giorni. Il corpo, reso irriconoscibile dalle fiamme, è stato rinvenuto nella cabina di un camion parcheggiato sul ponte numero 4 della motonave. È proprio sul ponte 4 che si è generato il rogo, è quindi possibile che altre persone abbiano perso la vita restando bloccate in quel garage maledetto trasformatosi in pochi istanti in una trappola. Per ordine dei pubblici ministeri quel che resta del cadavere è stato trasferito nell’ istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, dove si procederà nelle prossime ore alle operazioni necessarie alla sua identificazione e, successivamente, all’ autopsia. Gli inquirenti attendono dal Rina il via libera per il trasferimento del relitto da Brindisi, dove si trova attualmente, a Bari. Vincenzo Damiani.

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