Il giallo dei ticket allo sportello di via Fiume
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Salvatore Summaria Per lo meno non si vede più gente davanti alla sede del Sert di via Fiume, adibita dall’ Asp per il disbrigo delle pratiche inerenti l’ esenzione dal ticket sanitario. Intanto sono emersi problemi di carattere burocratico che gravano sempre sulle spalle dei cittadini. La vicenda è veramente singolare e riguarda, purtroppo, tantissimi utenti, tra pensionati e disoccupati. Due categorie alle quali viene data la possibilità di acquistare i medicinali senza mettere mano al portafoglio, proprio perchè hanno redditi bassi (nel caso dei pensionati) o sprovvisti di un qualsiasi lavoro (nel caso dei disoccupati). Basta presentare una serie di documenti e scatta l’ esenzione. Già, ma per godere di tale diritto a volte bisogna sudare le fatidiche sette camicie. Il servizio sanitario locale, infatti, allo scopo di smaltire le snervanti file che giornalmente si creavano allo sportello del Sert in via Fiume, ha pensato bene di prorogare i termini delle domande, allungandoli fino al 31 maggio (scadevano il 31 marzo scorso). Ciò, appunto, per evitare la calca all’ ufficio ticket e permettere all’ assistito di gestire meglio il proprio tempo, fugando le lunghe ed estenuanti attese sotto il sole o la pioggia, come accadeva fino a qualche settimana addietro. Tutto risolto, dunque?. A quanto pare no. Ieri mattina un signore mostrava il “numerino” della prenotazione con tanto di data riportata sul retro, restando interdetto e anche un tantino incredulo. In pratica dovrà ripresentarsi nella struttura adiacente al parcheggio dell’ ospedale il prossimo venti giugno. E di pomeriggio per giunta: «Possibile?». L’ obiezione è legittima, perchè nel frattempo saranno scaduti i termini della domanda e in farmacia non basterà più la ricetta del medico di famiglia. Per acquistare un farmaco il cittadino in questione dovrà sborsare l’ equivalente in denaro del medicinale. Alla faccia dell’ esonero. L’ episodio non sarebbe isolato. Un meccanismo dettato certamente dall’ esigenza di regolamentare il flusso degli aventi diritto, ma la pratica sta mettendo in imbarazzo gli stessi sanitari di base, i quali continuano a ricevere elenchi incompleti sui pazienti che godono dell’ esenzione. Eppure l’ Azienda sanitaria provinciale, nel reperire nuovi spazi, riteneva di aver superato l’ emergenza, andando incontro alle esigenze degli anziani e degli indigenti. Non solo. L’ Asp ha anche delocalizzato l’ utenza nelle sedi di Spezzano Sila e Mendicino, rivedendo perfino l’ orario di apertura e chiusura degli sportelli di via Fiume, che saranno disponibili al pubblico nel pomeriggio, dalle 15 alle 17, oltre che la mattina dalle otto a mezzogiorno da lunedì a venerdì. Rimane il “giallo” delle prenotazioni, ma evidentemente non è facile smaltire tutta questa utenza e forse sarebbe opportuno raccogliere l’ invito lanciato a suo tempo dal presidente provinciale del Codacons, Pierpaolo Rodighiero, di ricorrere all’ autocertificazione, presentando copia della carta d’ identità e il codice fiscale. Come se non bastasse, l’ ufficio è carente dal punto di vista delle barriere architettoniche, tanto da sollevare la protesta del sindacato Confail, le cui rimostranze sono rimaste lettera morta.
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