21 Ottobre 2009

Il “giallo” dei termosifoni, accesi e poi spenti

Alemanno: aspettiamo novembre. Ma il call center dà il via libera
 

 
 «Le previsioni del tempo indicano un aumento delle temperature: se i dati saranno confermati non faremo ricorso a un’ordinanza, altrimenti provvederemo all’avvio anticipato dei riscaldamenti», ha spiegato ieri Alemanno in una nota. Ma fino a ieri mattina lo 060606, il call center comunale, dava il via libera all’accensione degli impianti: si faceva riferimento al decreto che ne consente l’avvio anticipato in caso di temperature particolarmente rigide «per 6 ore al giorno, nell’arco di tempo compreso fra le 5 e le 23». Ieri la marcia indietro, anche se i romani di tutte le età colpiti da raffreddore, influenza e tosse sono ormai un esercito. Molti hanno anche scritto al Corriere. Due fra i tanti: «Il clima è cambiato, le esigenze sono diverse. Non sarebbe auspicabile un minimo di buon senso e flessibilità mentale nell’attuazione degli ordinamenti comunali?», lamenta Donatella Manori. E aggiunge Paolo Crespi: «Chi ha l’impianto autonomo di fatto è avvantaggiato rispetto a chi ce l’ha centralizzato». E il tema è anche l’occasione per una piccola polemica politica: Athos De Luca, vicepresidente Pd della commissione Ambiente ironizza sui condizionatori ancora accesi in aula Giulio Cesare.  Mentre Giorgio Rienzi, presidente del Codacons, si appella all’articolo 54 del Codice penale: «E’ quello sullo stato di necessità, non si può essere multati per aver risparmiato l’assideramento ai propri familiari». 

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