29 Maggio 2004

“Il gesto del docente davvero diseducativo“

Il Codacons ne chiede la sospensione

“Il gesto del docente davvero diseducativo“




Che si debba adottare la regola inglese delle divise scolastiche anche negli istituti superiori di Ancona? Forse l`unico rimedio davvero efficiente per risolvere ogni tipo di problema legato alla questione dell`abbigliamento più adeguato per poter star in classe. Al di là della questione sollevatasi con il caso della ragazza Rom, certo è ogni giorno più difficile valutare quale modo di vestire sia decoroso e quale no all`interno delle scuole. Le mode incalzano e i ragazzi rivendicano la loro libertà di espressione anche nell`abbigliamento.

Un codice di decenza non scritto, ma del quale si pretende il rispetto sia da parte degli studenti, sia da parte dei docenti e di tutto il personale della scuola. È il caso dell`Istituto tecnico industriale “Volterra“, come di molte altre scuole superiori della città. Vietate cannottierine, top ed ombelichi scoperti per le ragazze. Niente calzoncini corti per i ragazzi. Ma a non essere ammessi per gli uomini, anche i classici pantaloni da rapper, rigorosamente di qualche taglia in più del dovuto, che portati, come vuole la regola, appoggiati sui fianchi mostrano visibilmente la biancheria intima dei ragazzi.

“Sono regole tassative del preside – spiegano gli studenti dell`Itis di Torrette -, gli insegnanti a volte chiudono un occhio, ma lui no. Se violi le norme non puoi entrare in classe“.

Ma le stesse regole valgono anche per gli insegnanti, come raccontano essi stessi. “La scorsa estate – ricordano due professori – un nostro collega è stato allontanato dall`aula magna perché indossava i bermuda ed i sandali. Del resto però – sottolineano – servono delle regole. Siamo in un luogo pubblico e sia noi che i ragazzi non posiamo vestirci come vogliamo“.

Sulla vicenda interviene anche il Codacons che censura il comportamento del docente della commissione e ne chiede la sospensione “qualora vengano accertate precise responsabilità nella negazione dell`esame“ alla quindicenne Rom.

“Il gesto dell`insegnante – commenta il presidente Codacons Carlo Rienzi – è altamente diseducativo in quanto non c`è niente di osceno o di inopportuno in una canottiera e in una gonna lunga, soprattutto se indossati da una ragazzina. Non può esserci malizia nell`abbigliamento di una bambina, mentre ce n`è fin troppa negli occhi degli adulti“.

“Stando al ragionamento del`insegnante – prosegue Rienzi – allora anche i bambini di 2 o 3 anni che sulle spiagge vengono tenuti nudi dai genitori andrebbero redarguiti!“.

Sempre riguardo alla vicenda, Elisabetta Sardi, mediatrice culturale dei Rom e non del Comune – come riportato nella cronaca di ieri – non si è recata sul posto.


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