26 Maggio 2019

Il futuro è nelle urne: oggi il voto per l’ europa e per le amministrative tra polemiche e appelli irlanda, moderati avanti

 

Oggi si vota per le Europee e le Amministrative. Sarà anche un test sul governo M5S-Lega. Ieri le polemiche sono state rinfocolate da un post sui social del ministro dell’ Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, che ha violato il silenzio. «Scriviamo insieme il futuro. Stavolta voto Lega», lo slogan. Non sono mancate le reazioni. «Salvini dovrebbe dare l’ esempio rispettando il silenzio elettorale», l’ accusa del senatore Pd ed ex premier Matteo Renzi. Un tweet elettorale anche dal profilo di Silvio Berlusconi, leader di FI. Il Codacons ha presentato una denuncia ad Agcom e polizia postale lanciando un appello affinché «siano oscurati gli account di politici e partiti» che anche ieri hanno fatto campagna elettorale sui social. E non sono mancati i disguidi. A Milano, fino alle 15, in tilt l’ anagrafe comunale, con la gente in coda per i certificati elettorali. E alle 16, alla costituzione dei seggi, si è registrata «la grave assenza di scrutatori e presidenti» a Roma, denunciata da Pd e FdI. Torniamo all’ Election Day, partendo dalle Europee… Seggi aperti dalle 7 alle 23. Gli elettori scelgono i 73 parlamentari europei che spettano all’ Italia, sui 751 totali: poi se ne aggiungeranno altri 3, quando la Brexit sarà completata. Si vota con tessera elettorale e documento d’ identità valido. L’ elettore riceverà una sola scheda per le Europee. Il sistema è proporzionale puro. Per entrare nel Parlamento europeo serve il 4% dei voti (norma italiana, altrove la soglia di sbarramento cambia). Si vota barrando il simbolo. L’ elettore può esprimere da 1 a 3 preferenze, tra i candidati della lista a cui ha dato il voto. Importante: c’ è il vincolo di genere. In caso di preferenze multiple (due o tre), non si potranno indicare candidati dello stesso sesso, pena l’ annullamento delle ultime. Sempre in ambito europeo, c’ è chi ha già votato. I cittadini del Regno Unito, il cui processo di Brexit è in alto mare, hanno votato giovedì, insieme agli olandesi. Venerdì, ai seggi, irlandesi e cechi. Urne aperte ieri a Malta, in Lettonia e Slovacchia, oggi tocca a tutti gli altri. Sul voto olandese e irlandese già diffusi gli exit poll. Proiezioni, ma pronostici affidabili. In Olanda niente ondata populista: primi i laburisti di Timmermans e nessun seggio per la lista xenofoba di Wilders (Pvv). In Irlanda testa a testa tra il Finn Gael (in Europa nel Ppe) e il Fianna Fail (centrodestra, a Strasburgo tra i liberal-democratici di Alde), partiti moderati ed europeisti. Niente spinte sovraniste, finora. Vanno al voto anche i piemontesi, che scelgono il presidente della Regione e rinnovano il consiglio. E in quasi 3.800 città si eleggono i sindaci e i consiglieri comunali. In Piemonte la gara è tra il governatore uscente, l’ ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino (centrosinistra), sfidato dall’ europarlamentare di Forza Italia, Alberto Cirio (centrodestra) e Giorgio Bertola, per il M5S. Qui il sistema è maggioritario a turno unico. Vince il candidato presidente più votato, basta la maggioranza relativa. Se si vota solo per una lista, il voto si estende al candidato presidente. Si possono barrare anche il nome del candidato presidente e il simbolo di una lista collegata, e ovviamente esprimere anche una preferenza (una sola, quindi senza vincolo di genere). È consentito il voto disgiunto: si può votare per un partito e per un candidato presidente di un altro schieramento. Si eleggono i sindaci di quasi 3.800 città, tra cui 5 capoluoghi di regione: Firenze, Bari, Perugia, Campobasso, Potenza. Anche qui vale il voto disgiunto. Nei comuni sotto i 15 mila abitanti viene eletto il candidato sindaco che prende più voti. Nei comuni oltre i 15 mila, invece, serve la maggioranza assoluta ed è previsto il ballottaggio (il 9 giugno) tra i due più votati. Dove si possono esprimere due preferenze per i consiglieri, va rispettato il vincolo di genere. Dopo lo spoglio e l’ analisi del voto, scatterà il “gioco” delle adesioni ai gruppi. Ora le “famiglie” politiche sono 8. Il Partito Popolare (Ppe), a cui appartiene FI, è il più numeroso (217 deputati). Segue l’ Alleanza progressista di Socialisti e Democratici (186), in cui c’ è il Pd. Poi i Conservatori e Riformisti (77). Quindi l’ Alleanza dei Democratici e Liberali (69 deputati), poi i Verdi (52), la Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica (52 parlamentari, tre italiani), il Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta (42 membri tra cui M5S e britannici del Brexit party, ex Ukip). Poi c’ è l’ Europa delle Nazioni e della Libertà (36 deputati, tra cui i leghisti). TEMPO DI LETTURA 3’50”

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox