«Il fumo uccise quell`uomo»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
E Berlusconi annuncia: due milioni in più per la prevenzione
ROMA «Il soggetto che produce tabacco e lo mette in commercio non può non ignorare i rischi per la salute che derivano al consumatore. Ne è a conoscenza perché, grazie ai tecnici che fanno parte dei suoi lavoratori, sa quale è la composizione dei tabacchi e quali le sostanze tossiche in essi contenute». E` quanto scrivono i giudici della prima sezione civile della corte di appello di Roma nella sentenza, di 30 pagine, che ha condannato l` Ente tabacchi italiani (Eti) a risarcire con 200 mila euro i familiari di Mario Stalteri, il fumatore morto nel 1991 per cancro ai polmoni dovuto, secondo una consulenza medica, alle sigarette. Nel sancire il risarcimento per i familiari del fumatore, la corte afferma che per questi c`è un danno «essenzialmente morale» che «consiste nel dolore per la scomparsa nella loro vita di una presenza familiare importante». Secondo i giudici «l`Eti, producendo e vendendo tabacchi, esercitava una attività pericolosa per la ragione che i tabacchi, avendo quale unica destinazione il consumo mediante il fumo, contenevano in sé, per la loro stessa natura e per la loro composizione bio-chimica, una potenziale carica di novicità, potendo dal fumo derivare danno alla salute e, in molti casi, il peggiore dei mali, il cancro ai polmoni. E poiché quella insidia aveva come bersaglio la salute, ossia un bene primario dell` uomo, tutelato dalla Carta Costituzionale (art.32) come diritto fondamentale del cittadino, l`ente era obbligato ad usare ogni cautela per evitare che il rischio si tramutasse in danno concreto». I PERITI – L`esposizione al fumo di sigaretta può essere considerata «causa prima, sufficiente ed adeguata della neoplasia polmonare insorta nello Stalteri»: si fonda per gran parte su questa conclusione medico-legale la sentenza della Corte di Appello di Roma. Per arrivare alla loro conclusione, i medici legali Enrico Cortesi, Renato Mariani-Costantini e Massimo Martella, alle cui riunioni hanno partecipato anche consulenti dell`Eti e del Codacons, hanno seguito un piano di lavoro articolato in tre direzioni: la verifica che il tumore abbia effettivamente avuto origine polmonare; l`esistenza di un nesso causale tra la neoplasia e l`esposizione a fattori cancerogeni; lo studio delle cellule neoplastiche a suo tempo prelevate dal tumore di Stalteri. PIOGGIA DI RICORSI – Dopo la sentenza della corte d`Appello di Roma le associazioni rendono noto che altre cause contro i danni provocati dal fumo sono già in corso e molte altre sono in arrivo.
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