7 Febbraio 2020

Il flop del Villaggio di Natale: rimborsi anche ai biglietti “open”

lo assicura paolo fabris della società organizzatrice: «già partiti anche i risarcimenti per le visite dal 24 dicembre in poi»
MILANO di Francesco Pellegatta «Sono già partiti i rimborsi per tutte le persone che avrebbero dovuto visitare il villaggio dal 24 dicembre in poi». Lo ha spiegato Paolo Fabris, legale della Out of Border, la società che aveva allestito il «Sogno del Natale» all’ interno dell’ ippodromo Snai e che si è rivelato un flop con la chiusura della struttura. Non solo: «Saranno rimborsati anche coloro che avevano un biglietto “open”, cioè senza data, e non l’ hanno utilizzato. In questo caso le pratiche scatteranno nei prossimi giorni». Possono tirare un sospiro di sollievo le famiglie che hanno speso decine (nel caso di gruppi più numerosi anche centinaia) di euro per acquistare i biglietti del «Sogno del Natale», il villaggio che prometteva di essere un vero spettacolo per tutte le feste di Natale e che invece non solo ha deluso le aspettative ma ha dovuto chiudere i battenti. L’ attrazione fin da subito aveva sollevato polemiche e rabbia tra i cittadini a causa dei continui disagi. Tanto che gli organizzatori avevano deciso di chiuderla con due settimane di anticipo a causa delle perdite economiche generate «dalle costanti denigrazioni sui canali social», questa la spiegazione ufficiale. Ora resta da capire cosa si dovranno aspettare tutte le persone che hanno invece utilizzato il proprio biglietto, rimanendo deluse: «Quello sarà il passo successivo – ha spiegato Fabris -. In questo caso, però, non esiste un criterio oggettivo per stabilire se bisogna rimborsare oppure no. Anche perché le richieste sono arrivate in maniera piuttosto variegata. In ogni caso posso garantire che saranno valutate». A questo proposito sta continuando il lavoro delle associazioni che si occupano di tutela del consumatore. Federconsumatori ha già inviato una segnalazione all’ Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato). L’ Autorità avrà circa 120 giorni per decidere se aprire un’ istruttoria e comminare un’ eventuale sanzione. «Da parte nostra resta la volontà dialogare con Out of Border – ha sottolineato il presidente della sezione di Milano, Carmelo Benenti -. Se non si arrivasse a una soluzione, però, potremmo valutare l’ esposto in Procura». Nella giornata di mercoledì, intanto, anche il Codacons Lombardia ha depositato il fascicolo della class action al tribunale di Torino. Sono circa quattromila i cittadini che hanno pre-aderito. Anche in questo caso toccherà al giudice valutare l’ ammissibilità del procedimento. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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