19 Maggio 2019

Il Fir non è ancora in Gazzetta pronta raffica di emendamenti

adusbef e codacons puntano al 100% del rimborso il coordinamento don torta: il patrimonio finanziario come paletto per l’ automatismo
padova. Non è ancora in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo del Fir (doveva entrare il 13 maggio ma così non è stato) che già sono arrivate in Parlamento uno stormo di emendamenti, accompagnati da valutazioni non proprio benevole. Tra queste le osservazioni dell’ avvocato Paolo Quaggetto che segue migliaia di risparmiatori “traditi”. Che sull’ annuncio del decreto attuativo sul fondo rimborsi afferma: «Potrebbe in effetti trattarsi di un mero provvedimento promozionale, parrebbe ancor più vero se si osserva come dal testo attuativo non emergano novità di rilievo, lasciando sostanzialmente immutata la situazione dei rimborsi compresi alcuni dubbi ancora irrisolti».Tra questi cita per esempio la questione dell’ automatismo dei rimborsi: «Si continua a parlare di “automatismi risarcitori” (risparmiatori che hanno dichiarato nel 2018 un reddito Irpef fino a 35mila euro o hanno un patrimonio mobiliare fino a 100mila euro) quando lo stesso art. 36 del ” decreto crescita” del 31 aprile scorso continua a far riferimento alla necessaria sussistenza di un nesso causale del danno derivato da misselling (vendita fraudolenta ndr.) il che è chiaramente incompatibile con il propagandato automatismo».Codacons e Adusbef spingono soprattutto per il rimborso al 100% e chiedono, tra gli altri emendamenti presentati sia da Forza Italia che da Pd, di togliere dal testo del decreto il termine “Indennizzo forfettario” e sostituirlo con “anticipo di indennizzo”. «Le risorse ci sono – attacca Conte – tocca alla Maggioranza dimostrare di riprendere il camino per il ristoro del 100% del danno ingiusto subito (l’ Europa è da sempre favorevole) o se persevera nel considerare definitiva la soluzione con umilianti paletti». Inoltre per Conte ritiene che sia giusto, per chi sta nei paletti del rimborso automatico seguire quell’ iter, ma per gli altri va ripristinato l’ arbitro «per chi è stato vittima di misseling per valutare l’ effettivo danno subito ( e questo comprende la rivalutazione dell’ importo pagato per acquistare le azioni/obbligazioni, gli interessi legali in quanto dovuti e anche i danni esistenziali e morali)».Non contento di come è stato alla fine redatto il testo anche Andrea Arman del Coordinamento Don Torta, «Intanto sul rimborso diretto noi vogliamo che venga specificato tra i paletti relativi al patrimonio mobiliare la specifica che si tratti di patrimonio finanziario, altrimenti rientra in questa categoria anche il risparmio assicurativo e previdenziale e i conti correnti, e non è giusto. Perché chi ha scelto una previdenza privata anziché pubblica ne risulta penalizzato».Inoltre spiega Arman si era chiesta l’ esenzione del bollo per la documentazione, perché comunque sarà una spesa onerosa ed anche le questioni di difficoltà di reperimento della documentazione. E ancora: «Non c’ è scritto da nessuna parte se nel momento in cui fa la domanda quante azioni possiede». —

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