3 Agosto 2019

Il Fir e gli ostacoli verso i rimborsi «pronta cassa»

le vere tempistiche sugli indennizzi e le barriere burocratiche
Il decreto di nomina c’ è. Di conseguenza ci sono anche i nomi dei nove saggi indipendenti che dovranno esaminare le richieste di rimborso non in automatico agli investitori delle 4 banche risolte e delle due venete. Gianfranco Servello sarà il presidente e Salvatore Messineo il vice. Ci sono anche i compensi stabiliti: 30mila euro lordi all’ anno per il presidente e 20mila euro lordi per gli altri componenti della commissione. Il decreto è stato firmato il 4 luglio scorso dal Ministro Giovanni Tria e da qualche giorno è presente anche sul sito web del Mef. Però ancora in Gazzetta ufficiale non c’ è. In Gazzetta c’ è, invece, un comunicato stampa in cui si dà notizia della pubblicazione del decreto sul sito del Mef. Così come non è ancora stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto che determina la data a partire dalla quale i risparmiatori beffati dalle banche risolte e dalle due banche venete potranno inoltrare al sito della Consap (la società in house del ministero che metterà materialmente mano al borsellino cioè il fondo dei conti dormienti) le richieste di rimborso. Ritardi burocratici a parte, a partire dalla data della pubblicazione in Gazzetta, ci vorranno 180 giorni per richiedere i rimborsi. Dunque, posto che (è accaduto spesso) provvedimenti particolarmente delicati, vengano pubblicati in Gazzetta Ufficiale nel periodo intorno a ferragosto, è possibile che per vedere i primi soldi, i risparmiatori debbano attendere più del previsto. «E non è detto che si parli del gennaio 2020- spiega Enzo De Biasi, dello staff tecnico del Codacons, che da subito si era detto scettico sulle tempistiche indicate dal Governo. «Una volta terminata la fase di scrutinio delle domanda – spiega De Biasi – occorrerà prendere in considerazione per primi i pagamenti per importi non superiori ai 50mila euro. La cosiddetta fase dell’ erogazione degli indennizzi forfettari. Ma poiché il pagamento vero e proprio, ovvero il trasferimento sul conto corrente del truffato avverrà tramite funzionari Consap, non quindi direttamente dal ministero, è assai probabile che questa seconda fase porti via altri tre o quattro mesi. Così come del resto era già accaduto con i primi lodi esecutivi dell’ arbitro per le controversie finanziarie Consob, liquidati a marzo /aprile del 2019. In altri termini – conclude De Biasi – il truffato è possibile possa avere i soldi in “tasca” non prima di maggio-giugno 2020, in coincidenza, dunque, con le prossime elezioni regionali». – St.E. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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