1 Marzo 2005

Il Festival apre col Che

Il Festival apre col Che

SANREMO 2005 Stasera esordio all`Ariston della banda Bonolis che lancerà un appello per la liberazione di Giuliana Sgrena

Farà da sfondo a Tozzi. Polemiche per Tyson

Sanremo Che Guevara aprirà il Festival. La faccia del guerrigliero, dopo essere entrata e uscita dalle camere degli studenti, campeggerà stasera nella scenografia apocalittica di Gaetano Castelli, mentre Umberto Tozzi canterà“Le parole“.
Farà il suo bell`effetto. Perché insieme al basco e allo sguardo del Che, che era un tipo molto più tosto del suo stesso mito, nei 70 schermi sospesi nel cielo dell`Ariston, si vedranno anche Einstein, Gandhi e Madre Teresa di Calcutta.
Detto che Tozzi farà la sua parte, quest`ansia onnivora di mischiare tutto, da Guevara alla beneficenza per i bambini del Darfur, dallo scomodo Mike Tyson alla petulanza da “Nata ieri“ della coppia Clerici-Felini, sino all`appello che verrà rivolto in serata per la liberazione di Giuliana Sgrena, è ritmata da Bonolis come uno spartito che deve funzionare.
A dire il vero, Bonolis non aveva messo in preventivo un paio di cose: che qualcuno gli chiedesse conto del gaudio di An per questo 55° Festival, con il sospetto di averlo targato politicamente; e che i cantanti saltassero su come grilli per le scommesse dei Monopoli sulla gara. Che vedono già favorito Gigi D`Alessio.
Mentre le porte dell`Ariston si aprivano ieri sulla scenografia da “Strange Days“, con video messi in colonna, di sbieco, a semicerchio, addirittura sulla famigerata scalinata da trampoliere, Bonolis e il direttore di Raiuno Del Noce sono corsi ai ripari: «Non sono di An, né di centro, né di sinistra: non faccio lo struzzo ma canzoni e spettacolo non possono avere bandierine di bottega» ha detto il primo, mentre l`altro aggiungeva «mai applicato il manuale Cencelli, né mai fatte discriminazioni. Il Festival sarà stato strumentalizzato politicamente nel `68, ma oggi non capisco cosa avrebbe da gioire un partito. Se poi qualche scelta artistica ha conciso con un personaggio che si riferisce a quel partito, siamo felici anche noi».
Anche sulle lamentele dei cantanti che si sentono danneggiati dalle scommesse, come Tozzi, Marcella Bella e Paola e Chiara, perché le loro quote sono basse, il direttorio del Festival fa quadrato: «Invece possono spingere la gente a seguire meglio le canzoni – dice il direttore musicale Mazzi – e ho invitati i discografici ad aprirsi alle innovazioni. Vedo troppo conservatorismo e, a parte il fatto che certi esperimenti non vanno fermati perché possono aiutare la musica, trovo sbagliato il paragone con le scommesse sui cavalli: preferisco quelli con le puntate sugli Oscar».
Comunque, se quello che debutta stasera dev`essere il «festival della serenità», sarà meglio che Bonolis e i suoi chiariscano un paio di cose. Una di carattere squisitamente tecnico: è vero che 30 secondi di “A modo mio“ di Paola e Chiara è già scaricabile di Internet? La polizia postale di Imperia sta indagando e il Codacons non ha perso tempo per chiedere l`eventuale messa al rogo delle due sorelle, previa esclusione come da regolamento. Mentre Snai e Match Point hanno bloccato le scommesse su Paola e Chiara in attesa di chiarimenti.
L`altra grana del Festival, che stasera manderà in scena i venti big, è l`intervista a Mike Tyson che Bonolis vuole fare a tutti i costi domani per scoprire «le radici della rabbia». Ora, premesso che il pugile americano è uno da prendere con le molle e che se ha avuto i suoi guai con la giustizia li ha pure pagati, la giustificazione di Del Noce è curiosa: «Anche altri personaggi, come Michael Jackson, Madonna o Maradona hanno avuto un passato burrascoso. Quindi Tyson non va demonizzato, non è mica un lebbroso».
Per tutta risposta, Telefono Rosa ha ricordato che «stiamo parlando di uno strupratore, condannato per violenza sessuale alla sua ex ragazza e maltrattamenti nei confronti della moglie: paragonare uno stupro a una malattia non fa onore a un ruolo di dirigenza pubblica. E nemmeno ai presentatori». E sulla testa di Bonolis ricompare un`altra spada: quella dell`intervista a Donato Bilancia.
Sugli ospiti stranieri, comunque, è nebbia collinare: stasera canta Michael Bublé; domani, probabilmente, arriva Tyson; giovedì confermati Will Smith e Lola Ponce, e venerdì Hugh Grant e la popstar Gwen Stefani; sabato, infine, Vasco Rossi. Clint Eastwood ha ringraziato, ma ha impegni alle Hawaii. Richard Gere è tramontato perché pretendeva «suonatori tibetani – dice Bonolis – stravaganze da artisti».
Ci sarà, invece, Alessandro Preziosi, l`attore italiano più desiderato: duetterà con Nicki Nicolai e il marito Stefano Di Battista che gli riconosce «insospettate doti di cantante che lo renderanno ancora più popolare al pubblico femminile».
E Bonolis trova un fan illustre nel vescovo di Ventimiglia, Alberto Maria Careggio: «Sono figlio del Festival degli anni `50, quando Sanremo serviva a tirare su il morale agli italiani. Forse dovrebbe essere così anche oggi. Mi auguro che i testi siano ricchi di messaggi importanti: mi piace quello sul desiderio di recupero di Califano».

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