14 Maggio 2019

IL FATTO QUOTIDIANO COSTRETTO A RETTIFICARE NOTIZIA SUL CODACONS

FINALMENTE IL GIORNALE DÀ NOTIZIA DEI PROGETTI SOCIALI FINANZIATI GRAZIE ALL’ACCORDO CON MPS

Il Fatto Quotidiano, dopo la querelle con il Codacons e la pubblicazione di due articoli diffamatori contro l’associazione, ha finalmente pubblicato oggi la rettifica richiesta dall’organizzazione dei consumatori a norma della legge sulla stampa. Una rettifica che, dopo ripetute richieste dell’associazione, riporta correttamente come l’accordo con MPS sia stato finalizzato a finanziare importanti iniziative sociali a tutela della collettività.
Di seguito il testo della rettifica che Il Fatto Quotidiano ha pubblicato sulla edizione odierna del giornale:

  Chiediamo l’ immediata rettifica dell’ articolo A Rienzi piacciono le spese legali solo se le incassa lui, pubblicato domenica, che diffama pesantemente l’ associazione Codacons ribadendo le diffamatorie accuse contenute nell’ articolo del 31 ottobre scorso avverso il quale sono state proposte due querele penali. Tale articolo, laddove riferisce di “un accordo tra Monte dei Paschi e Codacons con cui la banca ha rinunciato a una causa per diffamazione contro Rienzi, il quale in cambio non si è costituito parte civile in un processo contro gli ex vertici Mps. Codacons ha così ottenuto, tra l’ altro, 612 mila euro per le spese legali, mentre Rienzi personalmente ne ha avuti 291 mila”, è falso e diffamatorio in quanto l’ accordo con Mps è stato determinato non da quell’ erogazione economica ma dal finanziamento di 6 importanti progetti sociali (contro la ludopatia, per la trasparenza, per le cure dei bambini allergici e altri), mentre le somme di cui scrive Meletti sono state erogate all’ associazione per compensarla delle spese legali affrontate in 5 anni per 8 avvocati e 5 periti ed economisti ingaggiati per contrastare le azioni della banca. Quanto alla costituzione di parte civile nei processi contro i vertici di Mps se il cronista si fosse informato come suo dovere avrebbe saputo che oltre 600 risparmiatori sono costituiti parte civile contro quei vertici assistiti proprio dal vicepresidente Codacons avvocato Bruno Barbieri.

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