18 Novembre 2014

IL FATTO

IL FATTO

E’ iniziato il processo per il crollo del palazzo Lo Jacono Maraventano, del 25 aprile 2011. Dinanzi al primo collegio penale del Tribunale del capoluogo, presidente Giuseppe Melisenda Giambertoni sono comparsi l’ attuale dirigente dell’ Utc del Comune Giuseppe Principato, del funzionario comunale Calogero Tulumello, del responsabile del settore Protezione civile comunale Attilio Sciara, dei componenti del collegio di progettazione e direzione dei lavori urgenti per la messa in sicurezza dell’ edificio Gaspare Triassi, Andrea Patti e il geometra Marcello Cappellino, i responsabili della ditta che effettuò i lavori di consolidamento Giuseppe, Calogero e Carmelo Analfino. Tutti sono accusati a vario titolo di crollo di costruzione colposo. Nell’ inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica si parla di «negligenza, imprudenza e imperizia» nel corso degli interventi finalizzati alla messa in sicurezza del palazzo. Il crollo secondo la procura si verificò a causa dell’ insufficienza delle opere eseguite, «mal fatte e inadatte alla stabilità dell’ immobile». Di parere diametralmente opposto furono ovviamente gli avvocati difensori dei tecnici. In particolare, l’ avvocato Giuseppe Scozzari legale di Triassi evidenziò come «se queste persone non avessero fatto nulla, non sarebbero oggi in quest’ aula. E’ stata colpa della negligenza di chi ha amministrato questa città negli scorsi decenni, di chi ha fatto perdere un finanziamento tra il 1996 e il 2008». Da ricordare come l’ ex sindaco del capoluogo Marco Zambuto sia stato assolto nel settembre dello sorso anno con la formula «per non aver commesso il fatto» dall’ accusa di disastro colposo che gli è stata addebbitata dalla Procura. La sentenza fu emessa dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale agrigentino Ottavio Mosti. Il sostituto procuratore della Repubblica Santo Fornasier al termine della propria requisitoria avvenuta ai primi del luglio scorso aveva chiesto la condanna dell’ ex sindaco a 2 anni di reclusione, per il solo capo d’ imputazione di disastro colposo. Lo stesso Pm aveva invece chiesto l’ assoluzione dell’ ex primo cittadino da tutti gli altri capi d’ imputazione su presunte omissioni o altre violazioni. Nel corso dell’ udienza di ieri, la prima del processo alle persone imputate per il crollo del palazzo, l’ avvocato Scozzari si è opposto alla lista testi presentata dal pm Fornasier. Una lista nella erano compresi nominativi di persone ritenute in grado di essere escusse per questioni meramente fiscali, poco attinenti al processo. Lo stesso Fornasier ha valutato con la consueta onestà intellettuale la situazione, lasciando al collegio la valutazione. L’ udienza è proseguita con la costituzione delle parti civili, ovvero Maria Lucia Alaimo, Angelo Argento, Celestina Alaimo, Benito ed Emerenziana Macchiarola, Giuseppa Tedesco. Rigettata come fatto dal Gup la richiesta del Codacons. Tra le parti civili ammesse c’ è anche una proprietaria dell’ immobile crollato – Celestina Alaimo – condannata in due gradi di giudizio e assolta in Cassazione, adesso nelle condizioni di dichiararsi parte civile, insieme a residenti delle palazzine limitrofe. Uno scenario che ha lasciato perplessi gli imputati e i loro avvocati. Prossima udienza il 2 febbraio.
francesco di mare

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