Il “fascino” del saldo resiste comunque
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Iniziano ufficialmente i saldi invernali, ma la caccia all’ affare in realtà è partita già da qualche giorno. Nonostante la crisi economica, i catanzaresi hanno atteso – non in massa come nel passato – questo periodo per togliersi qualche sfizio o per trovare un capo di qualità a prezzi notevolmente ridotti. Ma molti commercianti sono andati incontro alle esigenze della clientela anticipando la stagione degli sconti. Sono due gli acquisti privilegiati dagli acquirenti post -natalizi: l’ articolo ultra -scontato, da aggiudicarsi a meno della metà del prezzo originario, e il capo costoso, per il quale anche un venti o trenta per cento in meno si traduce in un risparmio considerevole. Non a caso, nei negozi di abbigliamento del centro, l’ acquisto più gettonato all’ apertura dei saldi è il capospalla: giacche, parka e cappotti, soprattutto di marca. Tiene testa anche la maglieria ed al terzo posto troviamo anche l’ acquisto di scarpe: stivali, tronchetto, scarponcino e décolleté. La corsa allo shopping, come detto, è partita già nei giorni scorsi, poiché molti negozi hanno anticipato i saldi con vendite promozionali e sconti speciali per i clienti. Pertanto ieri, data prevista per l’ avvio ufficiale dei saldi, secondo i negozianti, non si è registrato un afflusso di acquirenti diverso dal solito; si è mantenuto lo stesso trend di Natale: discreto, soprattutto rispetto alle previsioni. A confermarlo Marisa Citriniti Furriolo di “Arcade”; Dori Orrù e Adele Gentile di “Marvin”; Mario Tucci dell’ omonimo negozio e Francesco Teti del negozio “Passaparola” e “Teti”, che abbiamo sentito. «Vista la crisi – hanno detto alcuni di loro – abbiamo anticipato i saldi con promozioni che sono partiti già prima di Natale». Dunque, nonostante la crisi i catanzaresi non hanno rinunciato all’ acquisto del capo firmato. «Facciamo girare l’ economia» – ha esclamato una cliente impegnata nella scelta di un capo. E un’ altra: «Quest’ anno invece di acquistare tante piccole cose a prezzi bassi, ho preferito spendere i soldi in un capo solo, ma di qualità». La tendenza pare sia proprio questa: l’ acquisto di un capo di qualità, che possa durare per molto tempo e che magari non passi di moda. Oggi non tutti i negozi rimarranno aperti, perché – ha detto qualcuno – «senza un’ amministrazione comunale in carica non siamo riusciti a coordinarci per stabilire gli orari di apertura straordinaria o per organizzare particolari eventi». Visto il numero di saracinesche abbassate che si vedono in città, ci si augura che le attività che hanno resistito sino ad ora siano premiate con buoni incassi e che i consumatori, finora prudenti, trovino buone occasioni di risparmio evitando i raggiri. Avverte il Codacons: spesso il cosiddetto “affare di fine stagione” se lo aggiudica il negoziante che, con astuzia e poco senso etico, alza i prezzi in partenza ed applica lo sconto facendo credere al malcapitato consumatore di aver risparmiato di parecchio sul prezzo precedente. Occorrerà, dunque, fare molta attenzione e prestare attenzione ai dieci “consigli per gli acquisti” diffusi dall’ organizzazione dei consumatori, a cominciare dallo scontrino che deve essere conservato, perchè i capi in svendita si possono sostituire. Poi altre cautele. Merce in saldo: accertatevi che siano capi di fine stagione e non fondi di magazzino. Non fermatevi mai al primo negozio: confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Idee chiare: non fatevi influenzare dal negoziante altrimenti correrete il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Diffidate dagli sconti superiori al 50 per cento: possono nascondere la vendita a prezzi stracciati di merce non proprio nuova. Acquistare in negozi di fiduciao merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità: in questo modo potrete valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. Negozi e vetrine: ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Prova dei capi: non c’ è l’ obbligo, è rimesso alla discrezionalità del negoziante, ma è meglio diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Pagamenti: il commerciante che espone in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 4.
daniela amatruda
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