18 Settembre 2015

Il fantasma del Ponte che ci perseguita nella notte delle idee

Il fantasma del Ponte che ci perseguita nella notte delle idee

Nel bizzarro revival del peggio degli anni Novanta non poteva mancare il rilancio del Ponte sullo Stretto, il progetto di opera mai compiuta più costoso del mondo. È il ministro Angelino Alfano a ricordarci che l’ Italia è la terra dove il passato non passa mai, dove non si è capaci di lasciarsi alle spalle gli errori e guardare al futuro. Non sono bastati gli scandali e il mezzo miliardo già rapinato alle tasche dei contribuenti per non fare il ponte. Non sono bastate decine di studi sull’ impatto ambientale e sull’ insostenibilità economica e neppure le leggi approvate in Parlamento per liquidare finalmente l’ idrovora della Società per il Ponte. Non è bastato che l’ Europa ci dicesse chiaramente di non voler cacciare un euro di finanziamento da qui al 2020 per una follia inutile. Niente, rieccolo. Questo Ponte s’ ha da fare comunque, dice Alfano. Finirà, dice, come le altre volte in cui il piccolo alleato di destra riesce a imporre alla maggioranza di centrosinistra la propria linea, come l’ abolizione dell’ articolo 18 o la mancata applicazione delle direttive europee sui matrimoni gay. E magari ha ragione lui, perché no? In fondo in Italia non si riesce mai a mettere la parola fine su una storia, per quanto vergognosa. Soprattutto, non si riesce mai a chiudere una fonte di spesa pubblica ingiustificata. Si possono tagliare le spese per la scuola o la sanità, quelle sì, ma gli enti inutili? Ero un ragazzo quando i governi hanno cominciato a prometterne l’ abolizione. Ed è rimasta sempre una priorità «assoluta». Il risultato è che sono tutti e sempre là, al massimo con un nome diverso. Duemila, per alcuni. Il Codacons, l’ associazione dei consumatori, li stima con più prudenza in 500 circa, per un costo totale annuo di 10 miliardi, una media finanziaria. L’ ente per la valorizzazione dell’ immagine del gondoliere e gli altri enti fratelli sono sempre là, dopo aver resistito alla prima, seconda, terza repubblica. Del resto, il lettore può decidere di farsi del male e fare una gita in quei lussuosi palazzi centrali e brulicanti di addetti che si chiamavano province, prima dell’ abolizione, e verificare se è stato rimosso anche un solo comodino, non si parla di tagliare competenze e relative spese. E allora, perché no? Perché non abbandonare la banda larga e lasciare Pompei nel caos per concentrare sforzi e soldi nella riesumazione del Ponte che consentirà di passare più velocemente lo Stretto ai pochi viaggiatori sopravvissuti alla Salerno-Reggio o alle ferrovie siciliane? Senza finanziamenti europei, possiamo cavarcela con 5 o 6 miliardi e finire i lavori per il 2035. Quando altrove avranno inventato finalmente le auto volanti. Quello di «libri sbagliati» è un concetto molto interessante – nonostante il diverso significato che gli si può attribuire. C’ è chi l’ ha coniugato con ironia creando un tumblr (e relativa pagina facebook) nel quale compaiono soltanto le copertine di questi libri (librisbagliati.tumblr.com). Ma perché sbagliati? Scorrendo i titoli lo si capisce. Subito si scopre che qualcosa non torna, al di là delle assonanze – e lo sanno bene i librai, ai quali spesso vengono chiesti i libri più fantasiosi e naturalmente inesistenti. Si passa da L’ amante di Lady Chesterfield di Lawrence a Chicken di Banana Yoshimoto, da Il Miglione di Marco Polo alle Memorie d’ una poco perbene di Simone de Beauvoir. E poi i Due uomini in barca di Jerome K. Jerome; Guida stellata per gli extraterrestri di Douglas Adams; Jack Frusciante è rientrato nel gruppo (ma poi è uscito di nuovo) di Enrico Brizzi o ancora Cristo ha sbagliato strada di Carlo Levi. Insomma, un «sito di sviste librarie, libri fraintesi e malintesi editoriali». E come recita l’ ignota autrice (o l’ ignoto autore): «Nessun correttore di bozze, editor o tipografo è stato maltrattato per farli». Piacerà a tutti coloro che amano i libri, strappando loro qualche omerica risata. piccoli bastardi perduti, venduti o regalati. In 20 città diverse abbandonati, cani umani bruciano di rimorso, 21 anni di mancanza d’ affetto colpiscono la carne, fuoco come 22 soli, piccolo bar semivuoto, osceno cartello pubblicità birra 23ccani. Il contatto è da shock, facciamo in silenzio 24 passi, il suo odore è fortissimo, d’ inchiostro andato a male. «25 minuti!» mmh. «Ritardo…». «Ah, ecco… scusa, statale 26, un casino pazzesco». Mi guarda, gli occhi liquidi, sbatte 27 volte le palpebre con mossa innaturale, quasi illogica. 28 volante dell’ umore mio, cane fetido e rabbioso, ora ha 29 piccoli bastardi perduti, venduti o regalati. Forse in 30 città diverse abbandonati, cani umani bruciano di rimorso, 31 anni di mancanza d’ affetto colpiscono la carne, fuoco come 32 soli, piccolo bar semivuoto, osceno cartello pubblicità birra 33ccani. Il contatto è da shock, facciamo in silenzio 34 passi, il suo odore è fortissimo, d’ inchiostro andato a male. «35 minuti!» mmh. «Ritardo…». «Ah, ecco… scusa, statale 36, un casino pazzesco». Mi guarda, gli occhi liquidi, sbatte 37 volte le palpebre con mossa innaturale, quasi illogica. 38 volante dell’ umore mio, cane fetido e rabbioso, ora ha 39 piccoli bastardi perduti, venduti o regalati. Forse in 40 città diverse abbandonati, cani umani bruciano di rimorso, 41 anni di mancanza d’ affetto colpiscono la carne, fuoco come 42 soli, piccolo bar semivuoto, osceno cartello pubblicità birra 43ccani. Il contatto è da shock, facciamo in silenzio 44 passi, il suo odore è fortissimo, d’ inchiostro andato a male. «45 minuti!» mmh. «Ritardo…». «Ah, ecco… scusa, statale 46, un casino pazzesco». Mi guarda, gli occhi liquidi, sbatte 47 volte le palpebre con mossa innaturale, quasi illogica. 48 volante dell’ umore mio, cane fetido e rabbioso, ora ha 49 piccoli bastardi perduti, venduti o regalati. Forse in 50 città diverse abbandonati, cani umani bruciano di rimorso, 51 anni di mancanza d’ affetto colpiscono la carne, fuoco come 52 soli, piccolo bar semivuoto, osceno cartello pubblicità birra 53ccani. Il contatto è da shock, facciamo in silenzio 54 passi, il suo odore è fortissimo, d’ inchiostro andato a male. «55 minuti!» mmh. «Ritardo…». «Ah, ecco… scusa, statale 56, un casino pazzesco». Mi guarda, gli occhi liquidi, sbatte 57 volte le palpebre con mossa innaturale, quasi illogica. 58 volante dell’ umore mio, cane fetido e rabbioso, ora ha 59 piccoli bastardi perduti, venduti o regalati. 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Il contatto è da shock, facciamo in silenzio 104 passi, il suo odore è fortissimo, d’ inchiostro andato a male. «105 minuti!» mmh. «Ritardo…». «Ah, ecco… scusa, statale106, un casino pazzesco». Mi guarda, gli occhi liquidi, sbatte 107 volte le palpebre con mossa innaturale, quasi illogica. 108 volante dell’ umore mio, cane fetido e rabbioso, ora ha109 piccoli bastardi perduti, venduti o regalati. Forse in 110 città diverse abbandonati, cani umani bruciano di rimorso, 111 anni di mancanza d’ affetto colpiscono la carne, fuoco come 112 soli, piccolo bar semivuoto, osceno cartello pubblicità birra 113ccani. Il contatto è da shock, facciamo in silenzio 114 passi, il suo odore è fortissimo, d’ inchiostro andato a male. «115 minuti!» mmh. «Ritardo…». «Ah, ecco… scusa, statale 116, un casino pazzesco». 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