11 Gennaio 2017

Il dossier Carife resta sul tavolo Bper Bocciato ricorso al Tar

    Il dossier Carife resta sul tavolo Bper Bocciato ricorso al Tar

    PROSEGUE la valutazione, da parte di Bper, del ‘dossier’ Carife: in questi giorni il gruppo modonese compirà un nuovo passo in vista della possibile, anzi probabile offerta formale. Ma difficilmente si arriverà a un’ intesa entro fine mese: la sensazione è che Bper attenderà comunque la data del 23 gennaio, giorno in cui i vertici di Nuova Carife e i sindacati faranno il punto definitivo sul piano di esuberi. La cui attuazione, avviata tecnicamente all’ indomani dell’ assemblea dei lavoratori svolta la scorsa settimana, prevede che i dipendenti consegnino le proprie richieste di prepensionamento e dimissioni volontari entro il 19 gennaio. Tutti dunque, e ovviamente anche Bper, attendono di verificare se verrà raggiunta la soglia dei 300 dipendenti in uscita, considerata vitale da ‘good bank’ e Fondo di Risoluzione (pronto a sostenere gli incentivi con uno stanziamento di 58 milioni di euro). Bper, comunque, si avvicina. OGGI comunque è in programma un incontro tra azienda e sindacati, per una prima ricognizione sull’ avvio delle domande di esubero: le uscite dalla banca inizieranno da aprile, per concludersi entro il 31 dicembre, e non mancano gli aspetti tecnici da mettere a punto anche prima di conoscere il numero esatti di quanti lasceranno la banca. Intanto è arrivata la bocciatura ufficiale, da parte del Tar del Lazio, del ricorso presentato dalla Fondazione Carife contro il ‘decreto salvabanche’, e di fatto contro Bankitalia e Ministero dell’ Economia. Così come nella sentenza – per molti versi anticipatoria – depositata a fine dicembre per rigettare il ricorso della Fondazione CariJesi, anche per Ferrara i guidici amministrativi hanno ritenuto legittimi tutti gli atti decisi da Banca d’ Italia e Mef. Non c’ erano di fatto alternative per evitare la liquidazione – è il sunto delle 63 pagine -, e neppure i richiami della Fondazione al precedente salvataggio di Banca Tercas con una sorta di aiuto di Stato, possono giustificare un comportamento nocivo a danno di Carife. Ma la battaglia, forse, non è finita; il presidente della Fondazione Riccardo Maiarelli, in questi giorni all’ estero, ha infatti già convocato il consiglio d’ amministrazione per un esame puntuale della sentenza (attesa da ottobre ed emessa il 7 gennaio, proprio nel ponte dell’ Epifania): non si esclude la possibilità di un ricorso al Consiglio di Stato. Strada cui pensa anche il Codacons, che si era affiancato al ricorso predisposto dall’ avvocato Fabio Merusi, assieme ad una serie di singoli azionisti della Cassa di Risparmio di Ferrara. Tra questi anche il sindaco Tiziano Tagliani, che di recente ha esplicitato nella lettera indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan la propria convinzione sulle responsabilità di Bankitalia e Mef. Stefano Lolli.

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