Il doppio prezzo è solo un palliativo
-
fonte:
- Giornale di Calabria
Il 2002 per i consumatori italiani non sarà ricordato soltanto come l`anno dello storico passaggio dalla lira all`euro ma forse più per le controverse polemiche e le giustificate recriminazioni causate dall`effettivo rincaro del costo della vita. Dodici lunghi mesi che hanno visto un vertiginoso aumento dei prezzi dei più comuni prodotti di prima necessità ed un conseguente impoverimento delle “casse familiari“. Non sono serviti i dibattiti politici più propagandistici che altro – a chiarire ed a quantificare il concreto impatto dell`introduzione della nuova moneta sulla spesa effettiva dei citta-dini. L`indice statistico che in Italia fotografa maggiormente la crescita dei prezzi dei beni di consumo ha indicato, nella sua ultima rilevazione, un aumento di circa il 2.8% anche se le maggiori associazioni di difesa dei consumatori (Federconsumatori, Adusbef, Codacons, Altro Consumo e altre) parlano di un tasso “reale“ pari al 6.6%.
Al di là delle cifre discordanti, che comunque preoccupano i consumatori, il discorso cade sui correttivi per il 2003 da apportare all`attuale sistema di rilevazione e non solo: un nuovo paniere per la misurazione dell`inflazione da parte dell`Istat e l`obbligatorietà per i commercianti dell`esposizione del doppio prezzo lira-euro.
Il primo intervento riguarda sostanzialmente l`entrata nella composizione del paniere di nuove voci riferite a prodotti di maggiore rappresentatività della spesa degli italiani (lettore Dvd, caldaia a gas, agriturismo, ecc.) che però non fugano dubbi e perplessità. Rimangono, infatti, da chiarire le motivazioni per cui il peso delle polizze Rc auto una tariffa media di una polizza auto è di circa 750 euro all`anno ma pesa appena lo 0.5% nel paniere Istat – e dei trasporti più in genere rimanga pressocchè inalterato e capire se il paniere rispecchi a pieno il reale impatto della crescita dei prezzi sulle finanze familiari. Dall`altra parte l`introduzione del doppio prezzo sembra un palliativo e non una concreta ricetta per l`abbattimento dei prezzi ma solo uno strumento conoscitivo per indurre il consumatore ad una maggiore consapevolezza delle proprie scelte.
Ciò contribuirà, senza dubbio, ad un ravvedimento per il popolo dei consumatori ed all`invio di un messaggio chiaro e preciso ai commercianti a non proseguire con un aumento “selvaggio“ dei prezzi, ma in più occorrerà un maggiore impegno ed un tavolo di discussione tra governo e associazioni dei consumatori al fine di individuare se e quanto settori quali le assicurazioni e i trasporti spingano in alto l`inflazione reale e quali possano essere ulteriori strumenti statistici da affiancare al paniere per rassicurare le spese dei consumatori italiani.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
