Il dopo-impatto e l’abbandono
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fonte:
- La Nazione
di MATTEO ALFIERI IL PROCESSO a Francesco Schettino si ferma. Quasi un mese, il tempo per metabolizzare le testimonianze di questi primi cinque mesi. Si torna in aula il 13 gennaio, quando la procura inizierà ad allargare il cerchio deelle testimonianze. Si partirà con Ennio Aquilino, comandante provinciale dei vigili del fuoco di Grosseto, l’ uomo che ha diretto e gestito i soccorsi subito dopo il naufragio, quelli successivi al recupero dei morti e soprattutto quelli di messa in sicurezza della nave e del parbuckling. la sua sua sarà una testimonianza a tutto tondo di una delle più grandi tragedie della marineria italiana. Dopo di lui, sempre il 13, toccherà a Roberto Galli, comandante della Municipale di Isola del Giglio, quella notte in servizio a Giglio porto a coordinare il recupero dei naufraghi. Galli fu anche quello che incontrò il comandante Schettino sullo scoglio della Gabbianara intorno all’ una di notte. Dopo Galli si siederà sul banco dei testimoni, Andrea Bongiovanni, ufficiale di coperta della Costa Concordia, all’ inizio indagato e anche lui indagato nell’ inchiesta della procura di Grosseto prima di uscire dal processo pagando una sanzione. Bongiovanni rimase con il comandante Francesco Schettino dopo l’ impatto con le Scole e raccontò di avere avuto il «dito pronto sul pulsante», per dare l’ allarme di emergenza generale ma il comandante gli dispose «di attendere». L’ ok di Schettino a schiacciare il pulsante arrivò, disse l’ ufficiale, solo dopo circa mezz’ ora dal suo arrivo in plancia dopo la collisione. personale. Ultimo teste di lunedì 13 gennaio sarà Sandro Cinquini, direttore sanitario di bordo. Il clou martedì 14. Quando la procura ha chiamato Paolo Mattesi, capo della gestione sicurezza di Costa Crociere e Massimo Garbarino, Comandante di navi Costa. I due furono intercettati telefonicamente mentre si lamentavano della durata di alcune porte stagne prodotte da «quella c?. di ditta, da mettere in prigione». Garbarino imprecò contro il modo in cui «le autorizzano». Cristina Porcelli (ufficio legale di Costa Crociere) e Paolo Parodi, ingegnere e fleet Superintendent dell’ Unità di Crisi di Costa Crociere. saranno gli altri due. Anche loro, secondo una bricostruzione del Codacons, dialogarono (intercettati) su una nave «che sarebbe uscita dai cantieri alla quale sarebbe stata un’ anomalia ad una «boccola» (pare dell’ asse di trasmissione). Poi convengono che potrebbero ovviare facendo delle false prove a mare; in caso di prove reali, infatti, la boccola rischierebbe di bruciarsi e la nave dovrebbe rientrare in cantiere.
alfieri matteo
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