17 Luglio 2002

Il dollaro resta forte solo per i consumatori

I LISTINI SONO BLOCCATI. COMPAGNIE AEREE, IMPORTATORI E TOUR OPERATOR, CON RARE ECCEZIONI, NON HANNO TAGLIATO I PREZZI

Il dollaro resta forte solo per i consumatori






Ora che l?euro ha sorpassato la parità con il dollaro ci si interroga per capire chi ci guadagna e chi ci perde. D?altro canto non si può dire che la moneta unica abbia fatto un exploit di breve periodo. Anzi, sono più di sei mesi che rincorre lo «spompato» biglietto verde: dagli 0,8781 cents della vigilia dell?ultimo Natale fino all?1,01 di ieri. Un trend di crescita ragionevolmente lungo per verificare costi e benefici non solo nel grande business e sui mercati finanziari ma anche per i consumatori nella vita di tutti i giorni. In fin dei conti i beni pagati con soldi americani non sono pochi e per giunta abbastanza diffusi: dalle materie prime, scarse in Europa e in particolare in Italia, passando per i prodotti finiti come computer, Dvd , macchine fotografiche fino ai servizi.

Come prima idea, con le importazioni più convenienti, verrebbe da pensare che anche nei grandi magazzini, dal benzinaio o al check-in, i listini siano stati ritoccati all?ingiù. E invece? Per ora nulla, o quasi, si è mosso. O comunque l?adeguamento è molto lento. «Molto più lento – hanno fatto notare subito le associazioni dei consumatori – pure troppo, rispetto ai ritocchi immediati quando il dollaro viaggiava verso l?alto». E in effetti i risparmi da super-euro stentano a farsi notare. Prendiamo i biglietti aerei. Le compagnie pagano il 50% dei costi vivi in dollari. Nessuna delle maggiori società ha ancora deciso di ritoccare i listini. Perché? All?AirEurope «aspettano di capire se la tendenza si prolungherà nel tempo». All?Alitalia, invece preferiscono affidarsi «alle promozioni e agli sconti» ma di agganciare i listini alla rincorsa della moneta unica non se ne è ancora parlato. Insomma, dopo un semestre di cavalcata, il vero sconto si ha solo con il cambio diretto.

Chi va in viaggio negli Stati Uniti o in quelle località dove il biglietto verde è moneta di riferimento, troverà un certa convenienza al ristorante, negli alberghi e anche durante lo shopping vacanziero. Questa estate la vita a New York o a Caracas per un berlinese o un romano costerà davvero un po? meno rispetto all?inizio dell?anno. Per arrivarci comunque si spende più o meno come la scorsa estate quando l?euro navigava nelle secche degli 0,83 cents. Le eccezioni sono davvero poche. Tra i tour operator, chi ha preso l?euro forte al balzo per aggredire il mercato è stata l?Alpitour. Già il 22 giugno scorso, quindi ancora lontano dai riflettori della parità, il gruppo cuneese aveva deciso di adeguare i prezzi dei pacchetti viaggio non solo verso gli Usa. Sconti tra il 5,6% e il 3,15% anche per chi va in Russia, nelle Repubbliche Baltiche , verso l?Africa, il Centro-Sudamerica o nelle isole tropicali. I tagli sono partiti dal 24 giugno scorso.

L?Alpitour però ha deciso di restituire il corrispettivo anche a chi ha pagato biglietto aereo, gite e pernottamenti con largo anticipo. «Una mosca bianca – commenta Carlo Rienzi presidente del Codacons – perché, come sempre, le fluttuazioni delle monete quando sono favorevoli passano sopra la testa dei consumatori. Basti pensare al caso della benzina. Nell?ultimo anno, se si fosse seguito l?andamento del dollaro, il prezzo al litro sarebbe dovuto scendere di 290 vecchie lire. E invece ci dobbiamo accontentare di 86 lire. Vorrei capire dove sono finite le altre 204». Anche le grandi catene commerciali o le marche americane che in Europa vendono pc, videoregistratori, cineprese per ora tengono i prezzi bloccati al dollaro forte. «I margini – spiega il professor Francesco Silva, economista, ex rettore dell?Università di Castellanza e presidente d?onore dell?Unione Consumatori – vengono trattenuti all`interno della catena commerciale. A volte sono gli importatori. Altre gli stessi esportatori. Per coprire le perdite di cambio aumentano i prezzi. Gli adeguamenti automatici sono rari. Solo nei mercati più concorrenziali, come quelli delle materie prime, ci sono correzioni repentine, in un verso e nell?altro». E l?euroconsumatore per ora deve attendere.

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