5 Ottobre 2016

Il direttore generale Verdoliva: «Basta strumentalizzazioni»

Il direttore generale Verdoliva: «Basta strumentalizzazioni»

NAPOLI. «La soluzione al fenomeno della barelle è il nostro obiettivo da raggiungere con l’ azione del bed manager. E non passa ora che non abbiamo il polso della situazione». A dirlo il direttore generale del Cardarelli, Ciro Verdoliva (nella foto), commentando la denuncia del Codacons. «Non escludiamo che ci siano momenti in cui il numero delle barelle nei corridoi è superiore a qualche unità, ma le azioni che abbiamo messo in campo ci permettono di ripristinare in poche ore la normale situazione trasferendo i pazienti nei reparti adeguati in posti tecnici/letto adeguati alle patologie – spiega il manager -. Voglio evidenziare, però, ancora una volta che il Cardarelli riceve 96mila accessi di pronto soccorso l’ anno, con una media di 300 giornalieri, e che l’ azione di aiuto del territorio man mano ci sta aiutando a risolvere sempre meglio il problema barelle». Verdoliva ricorda che «abbiamo messo in campo anche delle app che ci permettono di monitorare in ogni istante l’ occupazione dei posti letto e il numero delle barelle così da dare al nostro bed manager un ulteriore strumento di controllo e di governo. Non ci stiamo a segnalazioni occasionali che vogliono evidenziare momenti di sofferenza che non neghiamo ma che sono ormai sporadici e che, comunque, vengono immediatamente rilevati e governati. Le risorse umane ci stanno mettendo l’ anima, stanno lavorando esclusivamente la salute dei pazienti e per ridare al Cardarelli il lustro del passato». Il dg conclude: «Devo constatare con rammarico che il tema al Cardarelli è diventato ormai oggetto di continui tentativi di strumentalizzazione. Ancora una volta si vuol cercare di far passare l’ idea di una sanità che mortifica la dignità dei pazienti. Si usano parole come “stipare” o “abbandonare”. Si parla di barelle facendo, per pressappochismo o, peggio, per ignoranza, confusione tra reparti e pronto soccorso, tra osservazione breve e degenze. Questi tentativi non solo finiscono per minare la fiducia dei cittadini, ma sono anche una mortificazione per tutto il personale che invece lavora duramente per permettere all’ ospedale di cambiare passo».
 

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