8 Novembre 2002

Il direttore dell?Esattoria: forse qualche errore c?è

Il direttore dell?Esattoria: forse qualche errore c?è

Il Servizio riscossioni: blocchiamo le auto e pignoriamo i mobili, ora la gente ci teme di più

La carica dei 91 mila prende d?assalto via dei Normanni, ma con le armi spuntate. Chiamati a rendere conto di somme non pagate, senza che nelle lettere ricevute ci sia traccia di quale tributo si tratti. Nel calderone c?è tutto: dall?imposta di successione al bollo auto, dall?Irpef ai consorzi di bonifica, dai passi carrabili alle semplici multe. E la difesa dei contribuenti, oggi, nella roccaforte del concessionario Monte dei Paschi di Siena è impossibile. A chi andrà bene potrà replicare la seconda, la terza volta che sarà costretto a tornare qui. La gente annaspa, è disorientata, chiede informazioni al banco d?entrata ma la fila è anche lì, non c?è scampo. «Il fisco ci fa la guerra ma arriviamo qui disarmati – dice Luca Litrico, 31 anni – perché non sappiamo su cosa ci attaccano». Dopo giorni di ricerche è riuscito a capire che da lui vogliono riscuotere due bolli auto del 1993 mai pagati. «Su questa richiesta feci ricorso a suo tempo e vinsi – ricorda Luca – ma a loro non risulta perché evidentemente i terminali non sono aggiornati. Morale: sono a piedi, mi hanno fatto il fermo amministrativo dell?auto e non la posso usare». Errori, confusione, imposte chieste a persone che hanno venduto l?immobile da anni o che non hanno mai posseduto quell?auto, ricorsi vinti davanti al giudice di pace o presso le commissioni tributarie mai inserite nel cervellone… Per i dirigenti, invece è tutto «normale», ordinaria amministrazione. «Abbiamo semplicemente inviato una lettera ai contribuenti scelti in un range che andava fino ai 150 euro dovuti, e l?impatto è stato molto più forte del passato – spiega Umberto Di Stefano, direttore del servizio di Riscossione tributi per la provincia di Roma – forse perché ci temono di più: abbiamo ricominciato a fare l?asporto di beni mobili pignorati, sono aumentati i fermi amministrativi delle auto (nel 2001 solo 4 mila, quest?anno già 20 mila) e gli espropri immobiliari…Certo, mentre prima questi avvisi erano fatti alle singole persone, ora con l?informatizzazione, moltiplicandosi il numero dei destinatari, qualche errore può verificarsi». E se si tocca il tasto delle «cartelle» mute, senza spiegazioni e indicazioni, la risposta è che «in ogni lettera è riportato il numero di cartella a cui ci riferiamo – aggiunge Di Stefano – da quello l?utente può risalire al tributo». Ma per il Codacons questa «omissione» è anticostituzionale e potrebbe addirittura annulare le richieste. «L`articolo 7 dello statuto dei diritti del contribuente, norma di carattere costituzionale – spiega il dottor Vittorio Carlomagno, consulente del Codacons e direttore del portale www.contribuenti.it (a cui possono rivolgersi gratuitamente tutti i cittadini) dice testualmente che “Qualunque atto della Pubblica amministrazione deve essere motivato e tale motivazione non deve essere criptica ma immediatamente comprensibile ad ogni cittadino il quale non deve fare ricorso ai giudici per avere chiarimenti né deve recarsi presso uffici per fare ricerche o ispezioni che non spettano a lui ma devono essere contenute nell?atto amministrativo».

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