13 Marzo 2019

Il dibattito sul “caso” Nutella

 

ALTRO FATTORE che condiziona le nostre scelte alimentari è la pubblicità dei prodotti che mangiamo. Spesso sono presentati attraverso slogan e canzoni destinate a ronzarci in testa, oppure tramite l’ uso di testimonial famosi capaci di attirare un vasto pubblico: influencer, calciatori e altri volti noti della musica e dello spettacolo. Emblematico, a questo proposito, è il caso della Nutella, che dagli anni Sessanta è sempre pronta a creare nuovi slogan accattivanti e nuovi prodotti, puntando su situazioni familiari in cui il consumatore può facilmente identificarsi. Caso analogo è rappresentato dal Mulino Bianco, che prova a far credere al consumatore che in un immacolato mulino di campagna vengano prodotti cibi sani e naturali. Le multinazionali del cibo giocano infatti sulla naturalezza dei loro prodotti, ma noi sappiamo bene di quali additivi, coloranti e insaporitori esse in realtà si servano. Qualche anno fa, ad esempio, sotto accusa è stato messo l’ olio di palma, dannoso per reni, pancreas e fegato e che Nutella, invece, nel suo interesse, ha difeso sostenendo che quello da lei prodotto fosse sano e non pericoloso; Codacons ha denunciato lo spot, accusando la Ferrero di inganno rivolto ai consumatori.

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