Il denaro costa troppo, banche sotto accusa
-
fonte:
- La Sicilia.it
Siracusa figura al settimo posto nella classifica delle città siciliane riguardante il costo del denaro. La graduatoria è stata stilata dal Codacons, associazione a tutela dei diritti dei consumatori, che l`ha redatta seguendo criteri in negativo, partendo dalla città in cui i costi sono maggiori per arrivare a quella in cui il “gravame“ è inferiore. Il capoluogo di provincia isolano che risulta essere più caro è Enna, con una percentuale di interessi al credito valutata al 7,83%. Siracusa, con il suo terz`ultimo posto, vanta un tasso applicato pari al 7,10%. Il dato in positivo che riguarda la provincia aretusea, però, ha del paradossale se si fa un raffronto con altre città italiane, in cui la maggiorazione varia dal 4 a 4,50%. Le alte percentuali riscontrate sul costo del denaro, per il Codacons, non trovano, oltretutto, ragione di esistere per diversi ordini di motivi.
Primo tra questi la richiesta di prestiti e finanziamenti più alta in Sicilia rispetto al settentrione d`Italia. Se si vanno a guardare i numeri relativi alla provincia di Siracusa, si vede come l`economia sofferente porti il territorio tra quelli che più devono ricorrere al credito per tentare di percorrere il cammino dello sviluppo. “Il costo del denaro in Sicilia è più alto quasi del doppio rispetto alle regioni del nord Italia – commenta Franco Tanasi, segretario nazionale dell`associazione dei consumatori. – Una percentuale di difformità enorme che si manifesta nella concessione dei prestiti e fidi a provati e aziende, nei finanziamenti e in tutte quelle situazioni che riguardano investimenti e produzione di ricchezza. Al di là di semplici numeri e cifre, il rappresentante del Codacons valuta gli effetti che conseguono a tale politica dei costi del denaro.
“E` ovvio che incidano negativamente sullo sviluppo economico del territorio e quindi sui livelli occupazionali. Tutto ciò sta spingendo molti giovani siciliani a trasferirsi in altre zone del paese nelle quali le condizioni economiche sono più favorevoli“. Per il Codacons, si tratta di una situazione discriminatoria, “imposta dai colossi della finanza“. L`associazione preannuncia di voler promuovere iniziative mirate ad una equilibratura del costo del denaro, in modo che la Sicilia non sia più così penalizzata. “Non escludiamo di arrivare anche ad iniziative clamorose, come la richiesta di revoca dell`autorizzazione all`esercizio del credito per quegli istituti che in Sicilia praticano condizioni diverse da quelle applicate nel settentrione italiano e che risultano discriminatorie per cittadini ed aziende“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
