8 Marzo 2008

Il decreto per la sterilizzazione dell`Iva sui carburanti

Il decreto per la sterilizzazione dell`Iva sui carburanti mette sul piatto 162 milioni per calmierare i prezzi
Consentirà un taglio fiscale di due centesimi per ogni litro di benzina o gasolio

ROMA – Nuova volata sopra 1,54 dollari per l`euro, che ha chiuso in bellezza, ieri, la sua quarta settimana consecutiva di rialzi sul biglietto verde. La divisa unica ha raggiunto gli 1,5459 dollari, in uno sprint innescato dalle prospettive sempre peggiori per l`economia statunitense. Ogni occasione – spiegano i trader – è buona per vendere dollari. Del resto la Fed si prepara ad un nuovo maxi-taglio dei tassi il 18 marzo (i futures propendono per tre quarti di punto, al 2,25%, ma c`è chi scommette su una sforbiciata al 2% dal 3% attuale). Al contrario il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, che l`altro ieri ha promesso tassi invariati per un bel po`, ieri ha incassato l`appoggio di vari banchieri centrali del Vecchio Continente. A partire dal “falco“ tedesco Axel Weber: il rallentamento della crescita – ha ricordato il presidente della Bundesbank e membro del direttivo della Bce – “non è una ragione sufficiente“ per aspettarsi un rapido allentamento dell`inflazione. E il governatore della Banca di Francia, Christian Noyer, ha dato manforte a Trichet nel sostenere che la globalizzazione non sta più agendo da freno rispetto alle tensioni inflazionistiche. E di inflazione si continuerà a parlare per un bel po` visto che ieri il petrolio ha infilato l`ennesimo record a 106,54 dollari al barile. A spingerlo sono le previsioni di taglio dei tassi negli Usa e, soprattutto, gli acquisti difensivi di chi cerca un rifugio sicuro dall`inflazione ora che il dollaro è in picchiata. Gli stessi acquisti che, puntuali, si sono riversati sull`oro, bene rifugio per eccellenza, ieri balzato fino a 990,70 dollari l`oncia dopo il record di due giorni fa a 995,2 dollari. In Italia il decreto per la sterilizzazione dell`Iva sui carburanti mette sul piatto 162 milioni di euro per riportare i prezzi indicati sui distributori italiani ai livelli di quasi un mese fa. Da tempo atteso e più volte rimandato, il testo firmato ieri dal ministro per lo Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, e dal vice ministro dell`Economia, Vincenzo Visco, consentirà un taglio fiscale di due centesimi per ogni litro di benzina o gasolio. Vuol dire ridurre i livelli attuali, di circa 1,4 euro per la benzina e 1,34 euro per il gasolio, rispettivamente a 1,38 e 1,32 euro. Valori che, tornando indietro nel tempo, si incontrano soltanto l`11 febbraio per la benzina ed il 19 dello stesso mese per il gasolio. In termini assoluti, per un pieno da 50 litri, si tratta di un risparmio di un euro a pieno per benzina o diesel. Poca cosa, dicono i consumatori del Codacons, secondo i quali il taglio deve essere almeno di 8 cent: ha fatto meglio del Governo Autostrade per l`Italia che ha annunciato sconti fino a 7,5 centesimi presso alcuni distributori della propria rete, con un`iniziativa che va da sabato 8 a lunedì 24 marzo (quindi anche per le vacanze di Pasqua) e riguarda gli automobilisti in possesso del Telepass Premium. Il decreto “non risolve il problema del caro-benzina – ammette lo stesso Bersani – ma conferma l`impegno del governo a non far cointeressare lo Stato agli aumenti del carburante“. Scendendo nel particolare, dalla data di entrata in vigore del decreto (giorno di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale) e fino al 30 aprile 2008, “il cittadino – spiegano i ministeri – potrà usufruire di una diminuzione della componente fiscale di complessivi 2 centesimi per ogni litro di benzina e di gasolio e per ogni kg di gpl (equivalente ad una riduzione di 1,1 centesimi di euro per ogni litro)“, mentre verrà azzerata l`accisa sul gas per autotrazione. Il decreto, quindi, utilizza le maggiori entrate dell`Iva sui carburanti, legate all`aumento del prezzo del petrolio, per “restituire ai cittadini le risorse finanziarie maturate dal primo gennaio al 29 febbraio 2008, che sono state valutate in circa 162 milioni di euro“. Si tratta di una norma prevista dalla Finanziaria 2008 per cercare di “sterilizzare“ gli aumenti dei carburanti. In particolare è possibile intervenire quando le quotazioni del greggio superino del 2%, nella media del trimestre, i 71 dollari al barile indicati nel Dpef. Con un prezzo del petrolio ormai ampiamente e stabilmente sopra i 100 dollari l`intervento sulle accise non era più rinviabile.

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