16 Luglio 2015

Il Decreto Pensioni è legge: dalle rivalutazioni al Tfr

Il Decreto Pensioni è legge: dalle rivalutazioni al Tfr

da Panorama.it

L’ Aula del Senato ha approvato in via definitiva il ddl di conversione del decreto su pensioni, ammortizzatori sociali e Tfr con 145 sì, 97 no e 1 astenuto. Il provvedimento ora è legge. Il provvedimento è stato adottato dal Governo dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato la illegittimità del blocco della rivalutazione automatica delle pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo Inps per il 2012 e 2013. Il Governo ha previsto una restituzione parziale con quote variabili a seconda del livello della pensione rispetto al minimo. Tra le altre misure del decreto legge, è previsto l’ incremento di risorse per gli ammortizzatori sociali in deroga. Il commento del governo Con l’ ok definitivo al decreto che restituisce gli arretrati per lo stop all’ indicizzazione delle pensioni è stato approvato un “provvedimento importante” che risponde alle prescrizioni della Corte Costituzionale e “per le pensioni fino a tre volte il trattamento minimo, la rivalutazione è corrisposta nella misura del 100%”. È il commento del sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova che mette in risalto come il provvedimento si occupi anche “in maniera incisiva anche di ammortizzatori sociali, aumentando considerevolmente le risorse ad essi assegnate”. “Intanto – spiega Bellanova – dispone un incremento di 1.020 milioni di euro, per il 2015, del Fondo sociale per occupazione e formazione, ai fini del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, in aggiunta allo stanziamento già previsto per il 2015 di 700 milioni”. “Aumentano – prosegue la Sottosegretaria – anche le risorse destinate alla cassa integrazione in deroga per il settore della pesca, costretto a fermo biologico legato all’ avvicendarsi delle stagioni, che passa da 30 a 35 milioni di euro per il 2015”. “Per quanto riguarda i contratti di solidarietà – prezioso strumento di tutela dei livelli occupazionali che il Governo intende valorizzare – il decreto prevede lo stanziamento di 290 milioni aggiuntivi. In particolare per il 2015, 150 milioni sono destinati all’ innalzamento dal 60 al 70% dell’ integrazione salariale dei contratti di Tipo A (riservati alle imprese che hanno accesso alla cassa integrazione), e 140 mln sono destinati ai contratti di Tipo B (utilizzati dalle imprese che non hanno accesso alla cassa integrazione) al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale. Inoltre, ulteriori 20 mln sono assegnati – passando da 115 a 135 milioni per il 2015 – per finanziare il secondo anno degli accordi di crisi aziendale per cessazione di attività che prevedono, tramite il trattamento di Cigs, la possibile rioccupazione dei lavoratori sospesi. In questo modo il Governo – conclude Teresa Bellanova – prosegue nel suo impegno per la gestione delle crisi aziendali e soprattutto per garantire i livelli occupazionali durante i periodi di crisi. Un impegno che mi piacerebbe fosse accolto dalle parti sociali e dalle imprese come uno dei segni più tangibili della grande attenzione al mondo del lavoro e alla tutela del lavoro, e della consapevolezza che un sistema intelligente di ammortizzatori sociali, di accompagnamento e non di assistenza alle vertenze aziendali può, se utilizzato con la necessaria responsabilità, sostenere non solo la salvaguardia del lavoro ma anche il rilancio dell’ impresa”. Il Codacons: un atto di arroganza Il decreto sulle pensioni, convertito oggi in legge con il via libera del Senato, “rappresenta un atto di arroganza del Governo che non ristabilisce una condizione di piena legalità”. Ad affermarlo è il Codacons, secondo cui con il ddl “non si dà seguito alle indicazioni della Corte Costituzionale e non si restituisce quanto tolto ai pensionati per effetto della legge Fornero bocciata dalla Consulta”, spiega il presidente Carlo Rienzi. “Proprio per tale motivo – aggiunge – proseguirà nelle aule di tribunale la class action avviata dal Codacons, alla quale hanno aderito finora oltre 10mila pensionati italiani, finalizzata a far ottenere a costoro il pieno rimborso delle somme decurtate per effetto di una norma dichiarata illegittima”.

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