Il debito sale ancora e il carrello s’ impenna
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fonte:
- Il Cittadino
istat: a maggio il prezzo dei beni alimentari, di quelli per la casa e della persona sono cresciuti dell’ 1,7% su base annua dell’ 1,2% di aprile
Prosegue ad aprile la marcia del debito pubblico, che inanella il terzo incremento mensile consecutivo e si porta su nuovi massimi, questa volta sfondando quota 2.310 e portandosi a 2.311,703 miliardi di euro, con un progresso di 9,3 miliardi rispetto a marzo. A certificarlo è la Banca d’ Italia, che rileva come, dal punto di vista dei sottosettori, la quota ascrivibile alle amministrazioni centrali sia aumentata di 9,1 miliardi e quella delle amministrazioni locali di 200 milioni di euro, mentre il debito degli enti di previdenza si è confermato su livelli pressoché invariato. Cifre che non permettono di gioire neanche davanti al progresso fatto segnare dalle entrate tributarie, vicine a quota 30 miliardi di euro, che si presentano più alte di quasi 1,5 miliardi rispetto a marzo e di 1,1 miliardi rispetto all’ aprile 2017. Soprattutto se, calcolatrice alla mano, si va a quantificare quanto sia pesante il fardello che grava sulle spalle delle famiglie italiane. Come ha fatto l’ Unione Nazionale Consumatori, il cui presidente, Massimiliano Dona, afferma: «Considerato che in Italia, secondo gli ultimi dati Istat, ci sono 25.386.000 famiglie, è come se ogni famiglia avesse 91 mila euro di debito, 91.062 euro per la precisione». Famiglie che, nel frattempo, si trovano anche a fare i conti con un carrello della spesa sempre più caro. A maggio il prezzo dei beni alimentari, di quelli per la casa e della persona accelera infatti al +1,7% su base annua dal +1,2% di aprile, mostrando un progresso dello 0,6% sul mese precedente, stando alle rilevazioni Istat diffuse sempre in mattinata. L’ istituto di statistica, pur limando il dato di un decimale rispetto alla stima preliminare, vede l’ inflazione portarsi sull’ 1% nel quinto mese dell’ anno, al di sotto della media dell’ eurozona dell’ 1,9% comunicata da Eurostat, ma abbastanza da mettere in allerta i consumatori. «A causa del rincaro dei carburanti una famiglia con due figli subisce una maggiore spesa pari a 391 euro in più su base annua», calcola per il Codacons il presidente Carlo Rienzi. n.
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