15 Dicembre 2012

Il debito pubblico sfonda quota 2000 mld

Il debito pubblico sfonda quota 2000 mld

Nuovo record del debito pubblico italiano a ottobre scorso, quando ha sfondato per la prima volta il tetto di duemila miliardi di euro. È quanto riporta Bankitalia nell’ ultima pubblicazione statistica sulla finanza pubblica diffusa ieri mattina. Il debito si è attestato in particolare a 2.014.693 milioni di euro. Il differenziale di rendimento tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti viaggia stabile a 326 punti. Il rendimento del decennale ha un tasso del 4,60%. Stabile anche lo spread Bonos/Bund che si attesta a 404 punti con il rendimento al 5,38%. Le entrate tributarie erariali sono ammontate a 29,6 miliardi a ottobre scorso contro i 22,7 mld del mese precedente. Nei primi dieci mesi del 2012 le entrate si sono attestate a 309,3 miliardi di euro con un aumento del 2,9% sul corrispondente periodo del 2011. Tornando al debito, una delle fasi di più forte accumulazione in Italia parte dopo il minimo registrato nel 1963-1964 quando, appunto, l’ incidenza del debito riprende a salire rapidamente. Nel 1970 il debito era al 40,5% del Pil, circa un terzo del valore attuale (126,4%). Particolarmente intensa è stata la crescita negli anni 80 quando il debito è passato dal 58% al 95,2%. Il punto di massimo si raggiunge a metà anni 90 quando l’ incidenza del debito sul prodotto sale al 121,5%. Successivamente, anche in relazione all’ adesione all’ Unione monetaria europea, si registra una fase di contenimento grazie al processo di progressivo aggiustamento degli squilibri dei conti pubblici. Secondo i calcoli del Codacons, in pratica è come se ogni famiglia italiana avesse in media un debito di 82.192 euro, considerando il numero medio di componenti di 2,4 persone, dell’ ultimo censimento Istat. Sulle responsabilità di questo trend al rialzo, si susseguono le dichiarazioni politiche. Per il presidente dell’ Idv al Senato Felice Belisario, si tratta della «pesantissima eredità che il Governo Monti lascia agli italiani». Dello stesso avviso Renato Brunetta: «Noi non l’ avevamo fatto, non avevamo aumentato la pressione fiscale, questo governo l’ ha aumentata. Questa è una delle ragioni di maggiore critica che noi rivolgiamo al governo dei tecnici, cioè quella di aver prodotto una spaventosa recessione». E Roberto Maroni si chiede su Twitter: «Con Monti record del debito pubblico, nonostante l’ aumento feroce delle tasse. Ma come si fa a sostenere uno così?». «Il debito pubblico è un cancro che sta divorando il Paese. Quanto reso noto da Bankitalia dimostra ancora una volta la necessità di mettere in atto misure drastiche per ridurre il debito pubblico, al fine di disinnescare la spirale perversa tassazione -recessione -interessi che rischia di portare l’ Italia al disastro, tirandosi dietro l’ intera Europa»: lo afferma il senatore del Pdl Mauro Cutrufo. «Abbiamo elaborato una proposta che è a disposizione del dibattito politico – aggiunge – nella quale si prevede una tassa di scopo, il contributo di riequilibrio, che realizza una sorta di privatizzazione di una quota del debito (400 miliardi) sufficiente a riportare nell’ immediato il rapporto tra debito e Pil al 95%». 4.

aristide lam berti

 

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