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16 Ottobre 2018

Il debito pubblico rallenta ma calano anche le entrate

Il debito pubblico frena ad agosto. Secondo ida ti della Banca d’ Italia, il debito delle amministrazioni pubbliche diminuisce di 15,5 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.326,5 miliardi. Sempre ad agosto le entrate tributarie sono state 43,7 miliardi, per una diminuzione del 3,9% rispetto allo stesso mese del 2017. A luglio il debito aveva toccato il livello record di 2.342 miliardi di euro e, se si guarda gli otto mesi dall’ inizio del 2018, lo stock complessivo resta in aumento di circa 39,5 miliardi. Insomma, quella di agosto potrebbe essere una tregua momentanea. La diminuzione, precisano da via Nazionale, è dovuta alla riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro di 14, 9 miliardi, a 65,1 miliardi, e “in misura molto minore” all’ avanzo di cassa di 1,3 miliardi. Si tratta quindi di un riflesso dell’ alleggerimento del conto corrente di tesoreria, senza il quale la tendenza del debito risulterebbe piatta. Gli scarti e i premi all’ emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’ inflazione e la variazione dei tassi di cambio hanno complessivamente incrementato il debito di 0,7 miliardi, mentre, guardando ai sottosettori, il debito dello Stato centrale scende di 15,7 miliardi e quello delle amministrazioni locali aumenta di 0,2 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza rimane, invece, pressoché invariato. Secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “il debito pubblico continua a viaggiare su livelli elevatissimi e ci aspettiamo misure concrete”.

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