14 Settembre 2013

Il debito pubblico inverte la rotta. A luglio scende di 2,3 miliardi

Il debito pubblico inverte la rotta. A luglio scende di 2,3 miliardi

 

• Cala il debito pubblico a luglio. Nelle rilevazioni di Bankitalia è diminuito di 2,3 miliardi rispetto al mese precedente risultando pari a 2.072,9 miliardi. La riduzione è riconducibile al significativo decremento (8,1 miliardi) delle disponibilità liquide del Tesoro che ha più che compensato il fabbisogno del mese (5,5 miliardi). Nel mese di luglio la quota di competenza dell’ Italia dei prestiti erogati dall’ Efsf ai paesi in difficoltà dell’ area dell’ euro è stimabile in 0,5 miliardi (complessivamente tale quota ha raggiunto 32,7 miliardi). Nei primi sette mesi dell’ anno l’ incremento del debito (84,2 miliardi) riflette principalmente il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (50 miliardi) e l’ aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (33,8 miliardi). Sul fabbisogno ha inciso per 8,7 miliardi il sostegno ai paesi dell’ area dell’ euro in difficoltà (comprendente la quota di competenza dell’ Italia dei prestiti erogati dall’ European Financial Stability Facility Efsf – paria 5,8 miliardi e il versamento effettuato in aprile della terza tranche per la sottoscrizione del capitale dell’ European Stability MechanismESM – per 2,9 miliardi). Tale sostegno complessivamente ha raggiunto 51,3 miliardi. Sempre nei primi sette mesi dell’ anno le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 225 miliardi, in aumento dell’ 1,4% (3,2 miliardi) rispetto a quelle dello stesso periodo del 2012. La notizia è stata commentata dalla portavoce del gruppo del Pdl alla Camera, Mara Carfagna, che ha twittato: «È sceso il debito pubblico. Allora si può! Adesso a calare siano le tasse, la crescita passa da questo».Anche i consumatori si sono fatti sentire. «Finalmente è iniziatala discesa e, forse, si è invertito il trend. Un traguardo, però, più che altro simbolico e psicologico». Il Codacons ha commentato così i dati diffusi da Bankitalia sul debito. «L’ amara verità -prosegue la nota- è che fino a che il Governo non capirà che la riduzione del debito va fatta cercando in primo luogo di ridurre le spese, specie quelle improduttive, senza strangolare le famiglie, alla diminuzione del debito non seguirà alcun miglioramento nelle condizioni di vita degli italiani».

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