29 Luglio 2018

Il debito col Fisco per i cittadini friulani è di 203 milioni

definizione agevolata, scatta il 31 luglio la prima rata codacons e comitas denunciano: «trattamenti difformi»
Elena Del Giudice / udine Mano al portafogli martedì 31 luglio per i friulani in debito con il fisco che hanno scelto di aderire alla “rottamazione” delle cartelle. Complessivamente i residenti in Friuli Venezia Giulia che hanno pendenze nei confronti dell’ erario, debbono qualcosa come 203 milioni di euro. Ben poca cosa rispetto ai 2,1 miliardi dei lombardi o ai 2,9 miliardi dei laziali, ma anche in raffronto agli 815 milioni del Veneto. In tutto il gettito previsto è di ben 2 miliardi e 70 milioni di euro, di cui 1,65 miliardi riferiti al 2018, e 414 milioni al 2019.Martedì 31 luglio, dunque, scatta il termine entro il quale versare la prima o unica rata per i debiti affidati alla riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017. «Per i contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata – spiegano dall’ Agenzia delle entrate-riscossione -, la legge prevede il pagamento del solo importo residuo delle somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge».Il termine del 31 luglio riguarda anche il pagamento del saldo delle rate scadute al 31 dicembre 2016 di eventuali piani di rateizzazione in essere al 24 ottobre 2016 che interessano i debiti contenuti nella dichiarazione di adesione alla definizione agevolata. Le modalità di pagamento sono diverse. È possibile saldare il dovuto con bonifico dalla propria banca, anche con l’ internet banking, negli uffici postali, nei tabaccai aderenti a Banca 5 spa, attraverso i circuiti Lottomatica, sul postale dell’ Agenzia delle entrate ecc.In sostanza, se avete scelto di fare pace con il fisco attraverso questa procedura, ciò che conta è il rispetto della scadenza per il pagamento della prima rata, pena vedersi negare la possibilità di dilazionare il dovuto.Ma su questo Codacons e Comitas hanno qualcosa da dire. Le due associazioni hanno infatti annunciato l’ intenzione di avviare una class action contro la “disparità fiscale” nella rottamazione delle cartelle esattoriali. «In base ai numeri ufficiali dell’ ente poco più di un contribuente su 2 (il 56%) di chi ha fatto domanda di definizione agevolata delle cartelle con importi oltre i 100 mila euro ha poi effettivamente aderito con un pagamento alla rottamazione – spiegano Comitas e Codacons -. L’ altra metà della platea non è riuscita a pagare uno o più rate, scatenando la rabbia del Fisco che in questi giorni sta avviando centinaia di migliaia di pignoramenti sui conti correnti di chi non ha rispettato le scadenze della prima rottamazione. Anche in Fvg le piccole aziende che hanno cercato di mettersi in regola e ci sono solo in parte riuscite, si sono viste espropriare la liquidità giacente nei conti e, ancora più grave, hanno subito la revoca dei fidi e lo stop ai finanziamenti da parte delle banche» affermano le due associazioni. Ciò su cui si appunta l’ attenzione di Codacons e Comitas sono le «disparità inaccettabili, visto che Equitalia per la rottamazione bis in avvio ora ha previsto la possibilità, per le aziende che non riescono a mantenere le scadenze, di pagare solo alcune rate, risparmiando comunque su queste interessi e sanzioni. Per una terza categoria di contribuenti in arretrato con il fisco, dall’ anno prossimo, sarà consentito risparmiare oltre a interessi e sanzioni anche buona parte del debito. In sostanza – denunciano Comitas e Codacons – i contribuenti con arretrati hanno avuto tre trattamenti diversi!». Da qui la decisione di ingaggiare una battaglia legale in difesa di chi ha aderito alla prima rottamazione e che è stato penalizzato da questa difformità di trattamento. —

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