«Il crollo di mio padre cominciò con quel prodotto».
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fonte:
- Il Messaggero
La figlia accusa. Il medico: non è stato il Lipobay
«Il crollo di mio padre cominciò con quel prodotto».
Ma il primario smentisce: «Era pieno di metastasi»
RIETI – «Mio padre è morto. Ufficialmente lo ha stroncato una neoplasia polmonare. Ma io alla storia del tumore non credo più». Eugenia Scoppetta è la figlia di Gino Scoppetta, il 71enne pensionato di Cittaducale morto il 9 luglio scorso nel reparto di Chirurgia toracica polmonare dell?ospedale di Terni dove venne ricoverato il 29 giugno dopo che i medici del De Lellis di Rieti attraverso una Tac diagnosticarono una neoplasia. Il referto clinico indica nel tumore la causa del decesso. Ma tre giorni prima della morte, sostengono i familiari, a distanza di poche ore l?uomo venne aggredito da due collassi e debilitato da un blocco renale. A 40 giorni da quel 9 luglio, dopo che 52 decessi sospetti hanno costretto la Bayer a ritirare il farmaco anticolesterolo dal mercato, Eugenia Scoppetta inizia la sua lotta: «Al Codacons mi sono rivolta perchè mio padre è morto tra sofferenze atroci». La vicenda di Gino Scoppetta comincia 10 anni fa con un ricovero a Terni per un intervento al cuore perfettamente riuscito. «Nel ?99 – dice Eugenia Scoppetta – il dottor Cesareo diagnosticò una ipercolesterolomia, da qui il ricorso al Lipobay. Pochi giorni dopo cominciarono a manifestarsi i primi dolori muscolari. Il dottor Ciaracci nel luglio del ?99 decise allora di sostituire il Lipobay con un farmaco alternativo. Una scelta originale, perchè fino a pochi giorni fa al prodotto Bayer, che mio padre utilizzò per circa un mese, tutti attribuivano virtù miracolistiche. Escluso il Lipobay, i dolori tuttavia si accentuarono concentrandosi nella zona clavicolare sinistra e in quella renale». La messa al bando del farmaco e il ricorso, relativamente breve alla somministrazione, non hanno tuttavia scalfito le certezze di Eugenia Scoppetta: «Esiste un?agghiacciante rispondenza di voci. Il declino fisico e psicologico cominciò il giorno in cui mio padre assunse quel farmaco». Ma ad Eugenia Scoppetta risponde il professor Puma, primario del reparto di Chirurgia di Terni: «Causa della morte del signor Scoppetta fu un tumore al polmone, una malattia che non ha relazione alcuna con l?assunzione di qualsivoglia farmaco. Quando entrò nel nostro reparto Gino Scoppetta era già metastatizzato e in condizioni preterminali, ogni nostro intervento risultò vano». Dettagli non troppo a latere: un 50enne impiegato Alitalia di Roma, tre giorni fa al Codacons di Cittaducale ha raccontato di aver sconfitto i suoi dolori dopo aver gettato le confezioni di Lipobay.
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