15 Agosto 2020

«Il Covid non si combatte chiudendo le disco»

e’ furioso il vicepresidente silb, moretti, per le nuove disposizioni della regione: «inconcepibile che siano sempre i locali a essere accusati»
di Federico Di Bisceglie FERRARA La nuova ordinanza adottata dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, in vigore da oggi alle 13, che prevede un ulteriore giro di vite nell’ ambito delle discoteche, non piace ai gestori dei locali. In particolare, il provvedimento regionale prevede che la capienza sia ridotta del 50% e introduce l’ obbligo di indossare sempre la mascherina. Pena la chiusura immediata del locale non appena accertate le infrazioni. Il vice presidente nazionale del Silb – Confcommercio Michele Moretti è furioso. «Non è concepibile che siano sempre i locali a prendere la colpa di tutto – dice Moretti – ma non è chiudendo le discoteche che si combatte il Covid». L’ unica cosa che rileva, secondo Moretti, è che in questo modo «si fa contento il Codacons», ironizza amaro. «Lavorare con il 50% della capienza – riprende – non permette di avere un margine di utile. Si tratta di un provvedimento che penalizza, soprattutto per quanto riguarda le discoteche estive. Dunque è evidente che questa ordinanza penalizzi grandemente anche il turismo e crea le condizioni per un problema sociale: i ragazzi senza discoteca si riversano in strada a zonzo». Il titolare del Barracuda Stefano Piazzi ci risponde con aria rassegnata. «E’ chiaro che da parte del Governo si prosegua nella continua operazione di caccia alle streghe – sentenzia Piazzi – . E’ l’ ennesima restrizione che penalizza un settore che a causa del Covid ha sofferto moltissimo. E’ evidente come il nostro settore sia un capro espiatorio». Comunque Piazzi, nel suo locale, aveva già previsto forme di restrizione per le presenze. «Abbiamo deciso – illustra ancora il titolare del locale – di inibire l’ accesso ai ragazzi più piccoli di 18 anni. E, ci siamo accorti, che già questo è un discrimine importante». Anche Fabio Marzola, organizzatore fra gli altri del Sottomura Open Air festival, aveva già previsto, prima dell’ ordinanza di Bonaccini, non poche restrizioni. «Nei giorni scorsi – incalza Marzola – abbiamo presentato alla Questura un progetto che prevede la capienza ridotta del 50% rispetto alla disponibilità nell’ ambito del festival in Sottomura. Peraltro abbiamo previsto che ci sia una distinzione di due aree ben precise: da un lato l’ area legata al ballo (in cui comunque tutti dovranno tenere la mascherina) e l’ altra legata alla ristorazione. E’ chiaro che si tratta di un’ ulteriore restrizione e che quindi l’ intero settore non ne beneficerà. Spero però che, su tutto, prevalga il buonsenso». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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