6 Febbraio 2021

Il Covid ferma i consumi ma spinge l’online

 

Molti negozianti non ricordano un anno così difficile come il 2020 della pandemia. L’Istat stima un calo del 5,4 per le vendite al dettaglio, nei dodici mesi, il peggiore da almeno dieci anni. Il crollo è a due cifre per i negozi non alimentari, in gran parte chiusi durante il lockdown e nelle zone rosse, con un -12,2 Mentre il commercio elettronico prende il sopravvento, con un aumento del 34,6 nel 2020. Vengono diffusi anche i dati dell’ultimo trimestre dell’anno che indicano come la crisi dei consumi non sia alle spalle. vendite diminuiscono dell’ rispetto al trimestre precedente, nonostante un recupero parziale a dicembre (+2,5 rispetto a novembre 2020, ma -3,1 dal 2019). Il Natale non sfugge, così, alla spending review delle famiglie che, in cerca di risparmi, si rivolgono sempre più al web e ai discount alimentari. negozi della super- registrano un balzo delle vendite del 15,7 rispetto a dicembre 2019, la crescita maggiore da un decennio. L’andamento degli acquisti racconta bene la nuova normalità della pandemia. consumi sono in calo per quasi tutte le tipologie di beni, tranne i prodotti per l’informatica e le telecomunicazioni (+15,3 fondamentali per il lavoro e le lezioni da casa, e sempre più vitali anche per il tempo libero. Registrano piccoli aumenti anche i prodotti che hanno a che fare con la casa e con la riorganizzazione degli spazi, ora che vi si passa molto più tempo: quindi utensili e ferramenta (+2,3 e mobili e arredamento (+0,5 Mentre è profondo rosso per vestiti (-23,4 calzature e articoli da viaggio (-14,6 in un periodo povero di occasioni sociali. Del resto, la crisi preme sugli italiani. Secondo un’analisi del Consiglio e della Fondazione nazionale dei commercialisti, il Covid costa in media 5.420 euro a testa, nel 2020, tra calo del Pil pro- (2.371 euro) aumento del debito pubblico. Mentre il sostegno statale medio è di 1.858 euro, molto meno che in Germania (4.414 in Francia (2.677 o negli Stati Uniti. Ne deriva un impoverimento che rende più fosche le prospettive anche per i consumi. Il presidente di Coop Italia e Ancc- Marco Pedroni, si aspetta un calo delle vendite nella rete fisica della grande distribuzione anche nel 2021, del 2,6 Le attese delle associazioni del commercio sono tutte al ribasso. Confesercenti vede le «ombre della recessione» che si proiettano anche per tutto il 2021, dopo che la crisi si è abbattuta soprattutto su negozi e mercati. L’ufficio studi di Confcommercio parla di «eredità fortemente negativa», con rischi «concreti» di moltissime chiusure. Federdistribuzione si prepara a una crisi «ancora lunga» e chiede incentivi ai consumi. Dal fronte dei consumatori, Codacons e Unc puntano il dito contro la stretta di Natale per frenare i contagi, attraverso i Dpcm. «Le famiglie hanno ridotto i consumi come effetto delle misure anti- afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Mentre il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, definisce «scellerata» la decisione di continuare a tenere chiusi i centri commerciali, nei giorni festivi e prefestivi.

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