7 Febbraio 2008

Il costo dell`acqua schizza alle stelle

Il costo dell`acqua schizza alle stelle
In un anno l`aumento è stato del 15%, in appena un mese quasi del 6%

Ma quanti soldi ci vogliono per andare avanti? A gennaio sulle teste dei consumatori si è abbattuta la mannaia degli aumenti. Bollette, ma anche benzina e prodotti alimentari hanno subìto rialzi da capogiro. La tariffa dell`acqua è gonfiata in un anno del 15% circa. In un solo mese, cioè da dicembre 2007 a gennaio 2008, l`aumento è stato del 6,8%. Ma anche altre bollette, come quella del gas e della luce, sono state ritoccate. Una situazione sempre più grave per le tasche dei cittadini. Secondo le associazioni dei consumatori, una famiglia media ha speso a gennaio di quest`anno 850 euro in più rispetto al gennaio 2007, per far fronte alle medesime spese. Esagerazioni? Forse. Fatto sta che gli aumenti ci sono, lo dice lo stesso Istat nel tradizionale rapporto sull`inflazione, che l`Istituto di statica redige in collaborazione con l`amministrazione comunale. Abbiamo evidenziato gli aumenti più significativi nelle tabelle che pubblichiamo. Come al solito, spiccano i rialzi di pane, pasta, riso, ovvero dei prodotti basilari della dieta mediterranea: un chilo di pane costa a Pisa, in media, 2,31 euro al chilo, il 5,6% in più dello scorso anno. La pasta è aumentata del 12%, e costa 1,25 euro al chilo. Sullo stesso tenore gli altri prodotti farinacei. Nell`alimentare si fanno sentire i rialzi dei pomodori da sugo e delle cipolle, aumentati rispettivamente del 29% e del 20%. Insomma, tariffe per le spese della casa, cibo, rifornimento al distributori pesano eccome sulle tasche dei cittadini. Per poter conservare le stesse abitudini di consumo di un anno fa, una famiglia italiana media ha dovuto spendere 850 euro in più. è il calcolo di Altroconsumo che, di fronte ai dati Istat, ha stimato aumenti sia per i prodotti alimentari che per i trasporti superiori ai 250 euro in un anno. Per la manutenzione dell`abitazione e per l`energia il costo è aumentato invece, secondo l`associazione, di oltre 360 euro in un anno. E non piace ai consumatori nemmeno l`aggiornamento del paniere per calcolare l`inflazione messo a punto dall`Istat. Adusbef e Federconsumatori parlano senza mezzi termini di un paniere “pieno di buchi“, che “non è in grado di misurare il carovita“. “Con quale criterio – si chiedono le due associazioni – l`Istat ha aumentato il peso di prodotti alimentari e bevande dal 16,3 al 16,8 per cento, se tantissime famiglie non mangiano più per l`erosione dei redditi, falcidiati dal carovita? Con quale credibilità l`Istat assegna all`assicurazione sui mezzi di trasporto, che costa ad ogni italiano almeno 1.000 euro l`anno ed è in continuo aumento, un peso irrealistico (12.109), meno dei servizi per l`igiene personale (13.849) e poco più di fiori e piante (6.564)?“. Critiche anche dal Codacons, secondo cui la diminuzione dei pesi assegnati ai capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibile “vanifica interamente l`incremento del peso attribuito nel paniere ad alimentari, abbigliamento, calzature, trasporti e ristorazione“. A Pisa, secondo i dati messi a disposizione dall`Ufficio Statistica, l`inflazione in anno è aumentata del 2,6%, meno rispetto alla media nazionale, 2,9%.

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