Il costo del greggio fa volare il gasolio
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fonte:
- Corriere Adriatico
Il costo del greggio fa volare il gasolio
Dire caro-benzina non basta più. Il prezzo del gasolio oggi ha infranto il tetto di 1,25, volando alla quota record di 1,253 euro al litro, mai toccata prima. L`ultima volta che si era registrata una forte impennata, il 6 maggio 2006, l`asticella si era fermata a 1,245. A spingere i prezzi, il caro-greggio, controbilanciato fortunatamente dall`euro forte sul dollaro: senza questo paracadute, i listini dei carburanti si porterebbero ancora più in alto. Il petrolio ieri si è riportato poco sotto quota 96 dollari (95,82 il massimo toccato a New York) mentre il brent, il greggio di riferimento europeo, ha toccato il nuovo picco di 91,87 dollari al barile. I consumatori reagiscono. Il Codacons stima in 6 euro a pieno l`effetto del rincaro sulle tasche degli automobilisti. Adusbef e Federconsumatori calcolano in 120 euro annui la maggiore spesa che le famiglie dovranno sostenere per i soli carburanti. Le compagnie petrolifere, d`altra parte, sono alle prese con un prezzo del barile mai registrato prima che rischia di sfondare i 100 dollari. “Le aziende italiane si stanno comportando con moderazione – assicura l`Unione petrolifera – trasferendo solo in parte sui prezzi al consumo i rialzi che si stanno verificando sui mercati internazionali“. C`è poi il nodo fiscale e tra i rappresentanti dei gestori dei distributori c`è chi invita il governo a intervenire sull`Iva. “La differenza di introito tra il prezzo di gasolio e benzina e quello di inizio anno – spiega Luca Squeri, presidente della Figisc – genera un maggior introito di Iva pari a circa 2,5 centesimi di euro al litro. Tradotto su base annua, un tesoretto da un miliardo di euro che confluisce nelle casse dello Stato A rivedere oggi al rialzo i listini del gasolio, portando il prezzo consigliato con servizio al 1,253 euro, è la Api-Ip, che ha aumentato anche il prezzo della verde, passato a 1,352 euro/litro. Ma negli ultimi giorni tutti i marchi hanno messo mano ai listini dei carburanti e in particolare quello del diesel, con diversi ritocchi all`insù. Una settimana fa era già scattata una prima raffica di rincari e aggiustamenti si sono avuti anche il 27 e il 28 ottobre. Variazioni hanno subito anche i prezzi della verde, che oggi oscilla tra 1,336 e 1,352 a seconda delle compagnie. L`aumento del gasolio porta in primo piano anche un altro fenomeno: il divario tra il costo della benzina e quello del gasolio si è andato via via assottigliando. Per avere una pietra di paragone, basti dire che un litro di gasolio costa oggi più di quanto costasse, un anno fa, un litro di benzina: 1,253 euro al litro contro 1,235. Se anni addietro il diesel rappresentava il carburante più a buon mercato per gli automobilisti – che però dovevano fare i conti col super-bollo – lo scarto con i listini della benzina è andato via via diminuendo. E oggi che la vendita di auto a gasolio è in continuo aumento e, in base ai dati sia dell`Anfia che dell`Unrae, rappresenta oltre il 56% delle nuove immatricolazioni (quasi il doppio rispetto al 1999), la forchetta tra i due prezzi è scesa a 10 centesimi. Nel 2002 i centesimi di differenza erano 18. Di fatto, l`aumento del gasolio peserà sulle tasche di un automobilista su tre, visto che attualmente oltre il 30% del parco macchine circolante è diesel. E per fortuna il dollaro è sempre più debole, con l`euro che brucia l`ennesimo record raggiungendo quota 1,4525. La discesa del dollaro si inscrive in una situazione di forte turbolenza dei mercati dove pesa la crescente preoccupazione per la crisi del credito. Nelle ultime ore si è fatto più pressante il timore che gli effetti del collasso dei mutui subprime possano rivelarsi più gravi di quanto previsto finora e che la stretta creditizia possa spingere la Federal Reserve ad abbassare ancora il costo del denaro prima della fine dell`anno. Gli investitori vedono più vicino il rischio che le grandi istituzioni finanziarie non abbiano ancora svelato l`effettivo ammontare delle perdite legate alla crisi dei mutui subprime. E se l`altro giorno la Citigroup ha bruciato 15 miliardi di dollari di capitalizzazione proprio nella previsione che i conti possano riservare brutte sorprese, ieri a Wall Street Merrill Lynch accusa perdite attorno al 10% nell`ipotesi di nuove svalutazioni per dieci miliardi di dollari.
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