22 Gennaio 2005

Il costo del denaro? È un salasso per chi abita in Calabria e in Sicilia

Codacons e Listaconsumatori


Il costo del denaro? È un salasso per chi abita in Calabria e in Sicilia





COSENZA ? Benvenuti nella ?periferia del Sud?, dove lo sviluppo è ancora fermo all`anno zero e dove l`unica arma per combattere la fame e gli stenti resta, purtroppo, la valigia. Già, chi resta ha poche speranze di sopravvivenza. La realtà emerge tristemente dall`inchiesta sul costo del denaro che è stata sviluppata in tutto il Paese da Codacons e Listaconsumatori. Che, in una nota, denunciano le cause di una realtà divenuta, ormai, insostenibile: «In Calabria e in Sicilia il costo del denaro è più alto quasi del doppio rispetto alle regioni del Nord-Italia». Le associazioni dei consumatori hanno diffuso i dati di un`indagine relativa alle singole province. E il risultato è, purtroppo, sconcertante. «Il più elevato costo del denaro nelle due regioni più meridionali d`Italia incide negativamente sullo sviluppo economico di Calabria e Sicilia e sull`occupazione, spingendo molti giovani a trasferirsi in altre zone del Paese nelle quali le condizioni economiche sono più favorevoli. Una situazione discriminatoria, imposta dai colossi della finanza, che deve finire». Le due associazioni sottolineano «una percentuale di difformità enorme che si manifesta nella concessione di prestiti e fidi a privati e aziende, nei finanziamenti e in tutte quelle situazioni che riguardano investimenti e produzione di ricchezza». Dai dati resi noti da Codacons e Listaconsumatori emerge che i tassi di interesse a breve termini applicati a Bologna sono del 4%, a Milano del 4,20%, e a Bolzano 4,50%. Il costo della moneta sale vertiginosamente qui, al Sud. A Catanzaro il tasso è del 7,95%, a Vibo Valentia 8,36%, a Cosenza 7,80%, a Crotone e a Reggio Calabria 8,20%. La situazione non si sposta più di tanto in Sicilia: a Palermo il tasso d`interesse è pari al 6,20%; a Catania è al 6,70%; a Siracusa e al 7,10%; a Messina si attesta al 7,13; ad Enna sale fino al 7,83%; a Trapani è al 7,50%; a Ragusa è al 7,60%; ad Agrigento arriva al 7,70%; a Caltanissetta raggiunge il 7,80%. «Per questo Codacons e Listaconsumatori non escludono di arrivare a iniziative clamorose, come la richiesta di revoca dell`autorizzazione all`esercizio del credito per quegli istituti che in Calabria e in Sicilia praticano condizioni discriminatorie a cittadini e aziende».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox