Il corpo ritrovato è di una donna
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fonte:
- il Tirreno
di Pierluigi Sposato GROSSETO L’ equivoco è stato causato dalla muffa sulle scarpe. Quella che in più di diciotto mesi si è formata sui poveri resti ritrovati sul ponte 3 della Concordia, confondendo sembianze e abiti, alterando i colori e deformando le proporzioni. Quelle che inizialmente erano sembrate scarpe da ginnastica sono invece da donna: 38 il numero. E ciò che appariva bianco, quando la polizia scientifica ha rimosso la patina è apparso nero. La lunga permanenza in acqua aveva potuto benissimo far apparire più basso o più piccolo un corpo. Sarebbero di Maria Grazia Trecarichi le calzature indossate dal corpo ritrovato martedì. O comunque di una donna, visto che la dottoressa Vincenza Liviero, il medico della polizia scientifica di Roma incaricata dal Tribunale di effettuare gli esami sul dna e autoptici, una volta potuta esaminare da vicino e nel dettaglio la salma – già mercoledì pomeriggio – ha trovato anche un reggiseno. Non un uomo, non Russel Rebello. E se le indicazioni iniziali di chi aveva ritrovato quei resti si erano concentrati su di lui, era anche perché le primissime notizie parlavano di un ritrovamento al ponte 3, nei pressi delle cucine: la cucina, il cameriere, le scarpe da ginnastica… E due più due aveva fatto quattro. Come tre settimane fa quando i primi ritrovamenti dopo la rotazione avevano fatto gridare al miracolo: sarebbero resti animali, invece, e comunque su quelle ossa non sono state compiute analisi. Per Kevin, il fratello, una doccia fredda. Per Elio Vincenzi, il marito di Maria Grazia, una scossa forte. Il Tribunale ha avuto l’ accortezza di far comunicare la novità a entrambi tramite una psicologa, una del team dell’ emergenza Costa. Un passaggio sensibile, indispensabile, avvenuto prima che le agenzie nella tarda mattina battessero la notizia che le scarpe erano di “foggia femminile” e che il Tribunale aveva integrato la perizia anche con un esame autoptico su epoca, cause e modalità del decesso. Scrive Kevin su Facebook: «Qualunque siano i risultati del Dna, se sarà Russel o Maria Grazia, ringrazio Dio». Il fratello di Russel, che lavora a Milano, dichiara di non voler alcun tipo di «competizione» con Elio e la figlia Stefania: «Il mio cuore è vicino a loro». Costernazione. E prudenza. Come è prudente anche Vincenzi, sballottato come Kevin da un’ emozione all’ altra nel giro di poche ore. Tra i resti, oltre ad alcune fibre sintetiche, c’ è anche una collana di metallo con ciondolo: «Quella sera mia moglie stava festeggiando il suo compleanno e mi ricordo che una sua amica le aveva donato un oggetto del genere. Quella sarei in grado di riconoscerla». Elio ricorda un paio di scarpe Nero Giardini: «Ma non voglio ancora pensare che sia lei». Elio e Kevin si erano sentiti subito dopo il ritrovamento. E ringraziano comunque tutti coloro che si stanno prodigando nelle ricerche. Elio sarà chiamato a riconoscere gli oggetti ritrovati e adesso depositati nei laboratori di Roma. Deciderà la Scientifica quando e come. Forse in fotografia e non dal vivo, per evitare un’ emozione ancora più forte. Da lunedì la dottoressa Liviero e la dottoressa Paola Montagna procederanno alla comparazione del dna: i risultati saranno noti probabilmente in settimana. C’ è un’ urgenza ancora maggiore. Una donna e non un uomo. O forse Russel e Maria Grazia si sono trovati vicini al momento della morte e il mare potrebbe aver compresso i loro corpi fino a confonderli. E’ un’ ipotesi circolata ieri in ambienti giudiziari, solo il dna potrà dare risposte. Anche quelle che cerca il Codacons, che ieri ha presentato un esposto in cui chiede alla Procura di Grosseto non solo di accertare le identità tramite il dna e l’ epoca della morte ma anche di capire se vi sia una “pista russa”, una forma di contrabbando legata al passaggio ravvicinato della Concordia a Isola del Giglio per traffici illeciti.
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