Il coronavirus non ferma la Soget Pignoramenti su conti e stipendi
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fonte:
- Gazzetta del Sud
la società però non ha bloccato i procedimenti già in corso
Antonella Scalzi Migliaia di contribuenti piegati da pignoramenti in corso mai revocati dalla Soget, la società che gestisce le entrate e i tributi. Anche a Catanzaro sta, in sostanza, esplodendo il mix fatto di pandemia da Covid – 19 da un lato, crisi economica e tributi dall’ altro. Sullo sfondo il paradosso causato da azioni che stanno andando in una direzione opposta rispetto alle scelte politico-amministrative messe nero su bianco dal Comune. Sì, perché quando il lockdown ha bloccato anche il capoluogo di regione Palazzo de Nobili non ha lasciato soli con i loro guai i contribuenti catanzaresi. Anzi, l’ amministrazione comunale targata Sergio Abramo si è mossa per tempo e tra le prime in Italia per evitare che la bomba deflagrasse. L’ ha fatto disponendo la sospensione generalizzata di tutte le procedure per la notifica e la riscossione dei tributi locali e accogliendo le indicazioni arrivate anche dal Codacons. Spiacevoli sorprese bloccate, dunque, ma non è oro tutto ciò che luccica e l’ eccezione che conferma la regola anche stavolta è arrivata puntuale come un orologio svizzero. Riguarda proprio i procedimenti già in corso. Per quelli la burocrazia non ha avuto alcun riguardo, nessun freno è stato azionato e il cortocircuito è arrivato presentando il conto a tanti contribuenti doppiamente piegati dalla crisi. A tal proposito il vicepresidente nazionale del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, Francesco Di Lieto, ci spiega che «chi aveva il conto o lo stipendio pignorato non ha avuto alcun beneficio». E non si può neppur parlare di gioco a bocce ferme. Anzi. Il risvolto della medaglia restituisce un quadro davvero impietoso e paradossale e Francesco Di Lieto, che con la Soget ha ingaggiato una battaglia ormai storica ci serve l’ amarissima ciliegina sulla torta del dramma svelandoci che «questi contribuenti, a causa della paralisi delle attività dovute all’ emergenza sanitaria, hanno avuto ancora più danni». In sostanza, se da un lato sono stati privati della liquidità dall’ altro non hanno neppure avuto la possibilità di rivolgersi a un giudice almeno per provare a ottenere lo svincolo delle somme pignorate. La revoca dei pignoramenti avrebbe potuto smuovere le sabbie mobili delle difficoltà, ma la Soget non ha inteso adottare l’ unica misura in grado di allentare la morsa del fisco e migliaia di persone sono rimaste in mezzo al guado. Da contribuenti in debito si sono trasformate in vittime dei cavilli di un sistema che non ha perso la sua rigidità neppure di fronte al dramma di una pandemia che ha messo in quarantena il mondo. Ed era proprio questo lo scenario che il Codacons puntava a evitare quando chiese direttamente all’ Anci di disporre la revoca di tutte le procedure attivate a partire dal primo gennaio 2020. Il rischio era che si finisse per speculare sull’ emergenza ed è proprio questa la sensazione con la quale ormai da mesi convive chi fa i conti con il pignoramento di conti e stipendi.
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