3 Febbraio 2020

Il “Coronavirus” e la protezione con le mascherine

Le notizie che continuano ad arrivare non più solo dalla Cina, a proposito della diffusione del temibile “Coronavi rus”, stanno certamente creando grande preoccupazione e come sovente accade in Italia, arrivano i furbetti che cercano forme di speculazione anche dalle emergenze sanitarie. Così, mentre di momento in momento le notizie che arrivano dal mondo ci gettano in uno stato d’ ansia, c’ è chi già ha pensato a come sfruttare al meglio questa situazione e infatti, chi si è messo alla ricerca di una mascherina in farmacia, anche per motivi differenti dal timore del contagio, si è sentito rispondere che il prodotto è esaurito. Un rapido giro di telefonate ha permesso al Codacons di constatare che il prodotto è già praticamente introvabile ed in alcune città c’ è la corsa alle mascherine. Viene segnalato infatti l’ esaurimento in tutta Italia, dal nord al sud, da Udine, Bolzano, Roma e Napoli. Alcuni farmacisti prevedono che le scorte arriveranno la prossima settimana, mentre altri non azzardano previsioni perché le case farmaceutiche stanno dirottando altrove le proprie produzioni. Ricercando il prodotto online, i siti leader nella spedizione a domicilio delle merci indicano che la disponibilità non è immediata. Il Codacons sottolinea come in Italia si sia registrato un forte aumento delle vendite, accompagnato naturalmente da un rialzo del prezzo di listino. Di fronte alla paura, infatti, non si guarda certo al costo e così prodotti che normalmente costano 10 centesimi sono oggi venduti anche a 50 centesimi l’ uno e l’ ansia da CORONAVIRUS ha iniziato a coinvolgere anche i più grandi siti di e -commerce online, dando il via a specu lazioni decisamente fuori proporzione: in poco meno di 2 minuti abbiamo trovato delle mascherine che hanno subito un aumento del prezzo del 1572%. Nei prossimi giorni il Coda cons aggiunge che continuerà a monitorare la situazione, prestando un occhio di riguardo ai prezzi applicati sulle mascherine antivirus online e nelle farmacie e qualora dovessero essere riscontrati rincari non dovuti, il Codacons si impegna a presentare una denuncia per aggiotaggio. Intanto già si segnalano rincari applicati alle mascherine protettive in Italia «fino a 0,50 euro ad articolo, con un ricarico del 400% rispetto ai listini prima dell’ emergenza sanitaria». Questo nonostante gli esperti non sostengano l’ utilizzo di queste mascherine per proteggersi contro il virus : “Dove ci sono i focolai ha senso usarle. In Italia, ad oggi, no”. Addirittura “un esperto dell’ Università di Pechino, Wang Yudedan, ha anche esortato ad evitare le mascherine dotate di una valvola di sfiato perché favorirebbero l’ accumulo di virus”. Attenzione però, perché se la trovi scopri la beffa: sul retro della confezione c’ è scritto dove è stata prodotta e non sai se ridere o piangere: Wuhan, Hubei, China. Cioè l’ epicentro del virus. Questo non aiuta di certo a sentirsi più tranquilli. Se non fosse cinese sembrerebbe una classica situazione all’ italiana. Comunque allarme o no la Cina ha deciso di riprendere la produzione delle mascherine perché anche lì sono introvabili, anzi più di qui. Dal “Giornale del Popolo”, organo ufficiale del governo, appendiamo che da lunedì 3 febbraio, primo giorno di lavoro superate le festività per il Capodanno lunare, riprenderà a pieno ritmo la produzione: fino alla fine di febbraio, ne verranno prodotte circa 180 milioni al giorno, tante da invadere il mercato mondiale ma la speranza è che non ci rimandino quelle di Wuhan e che il Ministero della Sanità vigili con molta attenzione. Prof. Enrico Marchetti Presidente Codacons Campania

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