Il contributo per la casa agli sfollati arriva dopo diciassette anni di attesa
-
fonte:
- L`Unione Sarda
Per 17 anni ha atteso il finanziamento necessario per poter ricostruire a Cardedu l’abitazione di famiglia, distrutta nel 1951 dall’alluvione che aveva colpito Gairo. Nei giorni scorsi Gino Boi, pensionato di 65 anni, si è visto recapitare il sospirato assegno da ventimila euro. Un risarcimento tardivo e parziale ottenuto solo grazie all’azione tenace del Codacons Ogliastra. In realtà al pensionato non sono stati riconosciuti gli interessi ed il risarcimento per la mancata costruzione. Pertanto è deciso a intentare una nuova causa, allo scopo di ottenere completa giustizia. L’ufficio legale del Codacons di Tortolì si è trovato di fronte una situazione assurda. «Dapprima, nel lontano 1992 – spiegano i dirigenti dell’associazione – vi era stata l’assegnazione dell’area per il trasferimento a Cardedu, ma quando il Boi fece richiesta del contributo per costruire la casa, si è visto rispondere dal Genio Civile che i soldi erano già finiti». Iniziò così un lungo calvario di lettere, viaggi e solleciti. La speranza si ravvivò nel 1999, quando una legge regionale (la numero 14 ) sembrò aprire nuovi scenari per gli ex sfollati di Gairo e Osini. Seguirono nuove richieste, integrazioni e tempo perso dietro un sogno che sembrava irrealizzabile. Fino alla buona notizia del sospirato finanziamento. Seppure decurtato degli interessi di mora. «Nei paesi colpiti dall’alluvione – insiste Diana Barrui presidente del Codacons – resta però irrisolto il problema dell’accatastamento delle case costruite sulle aree assegnate ai cittadini. Di fatto, quelle aree sono di proprietà demaniale i cittadini non risultano proprietari dell’immobile».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: alluvione, cardedu, diana barrui, gairo, Genio Civile, gino boi, Ogliastra, Risarcimento, TORTOLÌ
