26 Luglio 2009

Il contributo per la casa agli sfollati arriva dopo diciassette anni di attesa

Cardedu, l’abitazione era stata distrutta dall’alluvione

 Per 17 anni ha atteso il finanziamento necessario per poter ricostruire a Cardedu l’abitazione di famiglia, distrutta nel 1951 dall’alluvione che aveva colpito Gairo. Nei giorni scorsi Gino Boi, pensionato di 65 anni, si è visto recapitare il sospirato assegno da ventimila euro.  Un risarcimento tardivo e parziale ottenuto solo grazie all’azione tenace del Codacons Ogliastra. In realtà al pensionato non sono stati riconosciuti gli interessi ed il risarcimento per la mancata costruzione. Pertanto è deciso a intentare una nuova causa, allo scopo di ottenere completa giustizia.  L’ufficio legale del Codacons di Tortolì si è trovato di fronte una situazione assurda. «Dapprima, nel lontano 1992 – spiegano i dirigenti dell’associazione – vi era stata l’assegnazione dell’area per il trasferimento a Cardedu, ma quando il Boi fece richiesta del contributo per costruire la casa, si è visto rispondere dal Genio Civile che i soldi erano già finiti». Iniziò così un lungo calvario di lettere, viaggi e solleciti. La speranza si ravvivò nel 1999, quando una legge regionale (la numero 14 ) sembrò aprire nuovi scenari per gli ex sfollati di Gairo e Osini. Seguirono nuove richieste, integrazioni e tempo perso dietro un sogno che sembrava irrealizzabile. Fino alla buona notizia del sospirato finanziamento. Seppure decurtato degli interessi di mora.  «Nei paesi colpiti dall’alluvione – insiste Diana Barrui presidente del Codacons – resta però irrisolto il problema dell’accatastamento delle case costruite sulle aree assegnate ai cittadini. Di fatto, quelle aree sono di proprietà demaniale i cittadini non risultano proprietari dell’immobile».

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