18 Febbraio 2009

Il contratto del comico (ri)manda in tilt la Rai

  I l ciclone Benigni, dopo il suo passaggio sul palco dell’Ariston, lascia uno strascico di polemiche e di minacciate azioni legali sui suoi compensi, 350mila euro scambiati con i diritti homevideo delle sulle sue apparizioni Rai. Operazione «assai dannosa per l’azienda» la bolla il consigliere uscente Rai Marco Staderini, promettendo di promuovere nel cda di oggi «ogni possibile azione per il ristoro degli eventuali danni alla Rai» . Dal canto suo Viale Mazzini replica di non aver ceduto alcun diritto in esclusiva a Benigni (si tratterebbe di diritti d’uso a tempo determinato » e di «segmenti di diritti» relativi allo sfruttamento homevideo) e che i materiali tv restano di proprietà Rai («l’azienda mantiene intatto e totalmente utilizzabile in perpetuo su ogni piattaforma trasmissiva il proprio archivio con le prestazioni di Benigni»). La Rai inoltre sottolinea come il rapporto con l’artista toscano sia «fondamentale e strategico» e che la mancata conclusione dell’accordo si potrebbe calcolare, quella sì, «in milioni di euro di danno». Insomma, la Rai fa capire che «il rilancio del Festival è fondamentale» e quindi vale pure la pena di fare qualche sacrificio in nome dell’Auditel. Ma se il Festival si rivelasse un flop di ascolti?  In molti sono già sul piede di guerra, contro gli sprechi di denaro pubblico, in primis i consumatori del Codacons. «Se il festival non facesse il pieno di ascolti, saremo costretti ad avviare doverose azioni legali a tutela dei cittadini che pagano il canone» ribadisce il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Si associa il Consiglio Nazionale degli Utenti (Cnu), organismo dell’Agcom, per il quale «sarebbe stato utile calmierare i compensi del conduttore e degli ospiti, soprattutto in un periodo di crisi». Rincara la dose il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri che parla di «cifra folle» (750 minuti dell’archivio Rai ceduti, dal valore di 2.220 euro al minuto) «è come se la Rai pagasse la presenza di Benigni circa 1,5 milioni di euro». E minaccia «partiranno azioni legali contro tutti i dirigenti Rai coinvolti nello scandalo ». Sulla stessa linea il senatore dell’Idv Elio Lannutti.

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