“Il conto dovranno pagarlo i cittadini”
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
CROTONE – «Quellochepiù deve farci riflettereè la considerazione che le truffe denotano una drammatica carenza di controlli daparte delle varie amministrazioni. Dalla Regione, preoccupata più di spalmare sui più deboli le inefficienze e gli sperperi del "sistema", fino ai Sindaci ovvero i massimi responsabili locali della salute pubblica. Eppure questo giro di ricette false finisce per penalizzare proprio la salute dei malati (quelli veri), deipensionati,dichi,purtroppo,devecurarsiedè costretto a pagare di tutto (anche i nuovi ticket)?». E’ quanto sostiene Francesco Di Lieto, del Codacons, a margine della truffa scoperta a Crotone. Lo stesso Di Lieto, poi, sottolinea come «a Crotone due medici di base su tre sarebbero coinvoltiinunatruffamilionariaaidanni delServizio sanitario e, addirittura, un farmacista sarebbe finito agli arresti. La truffa – scrive ancora il rapprentante del Codacons – sembrerebbe essere tra quelle attualmentepiù in voga. Ricette false intestate a pazienti inconsapevoli o meglio ancora defunti… un vero eproprio accanimento terapeutico». Nel contempo, però, Di Lieto commentache «oramai noncimeravigliapiùnulla, sepensiamoche in quest’ università del crimine, per come emerge dalleindaginieffettuate nelnostroPaese, c’ èperfino chi è riuscito alucrare sui campioni gratuiti di medicinali. Ovviamente il tutto a carico del Servizio sanitario e, quindi, dei soliti noti contribuenti». DiLieto,poi, accendeiriflettorisuquella che ritiene essere una spesa sospetta che viene affrontata annualmente dalla regione Calabria. «La truffa di Crotone – scrive infatti Di Lieto- ove risultasseprovata, noncostituirebbecheunapiccolissima goccia nell’ oceano degli sprechi. Solo per citarne qualcuno sembrerebbe che la Regione Calabria spenda ben 42 milioni di euro all’ anno per prescrizioni di statine, ovvero farmaci per ridurreilcolesterolo. Prendendoperbuonaquesta sommaenorme, in attesadi essere smentiti -continuaDiLieto-nonpossiamocheconstatarecome la stessa sia, addirittura, maggiore rispetto alla spesa della regione Lombardia (che ha qualche abitante in più!). Eppure basterebbe spingere i cittadini verso un’ alimentazione corretta; eliminare il vizio del fumo e, se possibile, svolgere una moderata attività fisica per ridurre sensibilmente questa voragine da oltre quaranta milioni di euro. Anche questi sprechi-conclude-contribuiscono a nuocere alla salute dei calabresi» .
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