Il contatore rotto può gonfiare la bolletta del gas
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fonte:
- Giornale di Brescia
Dopo la polemica scatenata dalle associazioni dei consumatori abbiamo verificato la situazione bresciana Il contatore rotto può gonfiare la bolletta del gas Fino agli anni `90 gli apparecchi sono stati prodotti con pelle di capretto: cosa conviene o non conviene fare per il controllo Un contatore dei primi del Novecento Scoppia la polemica sui contatori del gas. L`accusa è pesante e parte da alcune associazioni di consumatori che hanno dichiarato di volerci vedere chiaro sull`effettiva rispondenza fra quanto conteggiato e il consumo reale. Telefono Blu Sos punta il dito su contatori vetusti che a fine anno farebbero fare la “cresta“ sulle bollette, mentre il Codacons annuncia una class action e stima danni forfettari per 120-150 euro a famiglia. Per capirne qualcosa abbiamo bussato alla porta di Asm (adesso A2A). Non siamo andati volontariamente nella “tana del lupo“, abbiamo chiesto una consulenza tecnica, soprattutto per fare il punto di come stia messo il consumatore di fronte a questa ennesima… botta. I tecnici Asm Reti spa hanno fatto di più, aprendoci le porte del centro di controllo e verifica dei contatori (le utenze gestite da via Lamarmora sono circa 150mila sulle 400mila stimate a Brescia e provincia). Ma per capire quando e come possano manifestarsi problemi al contatore dobbiamo spiegare come funziona e soprattutto qual è la discriminante tecnica fra gli apparecchi prodotti prima e dopo il 1990. UN CUORE MISURATORE. Il contatore funziona un po` come un cuore con due valvole. Ci sono due ventricoli, due sacche che svolgono azione di riempimento e svuotamento al passaggio del gas. Le “valvole“ si comportano come delle slitte che, in movimento sincrono, dettato appunto dall`azione delle sacche al passaggio del metano, fanno scattare i numeri del contatore. Il problema semmai è legato alla qualità di questa benedette sacche. Fino agli anni `90, infatti, gli involucri erano realizzati in pelle di capretto o di vitello. Il materiale organico può deformarsi: se il volume si amplia l`effetto andrà a vantaggio del consumatore (le slitte si muovono meno). Nel caso contrario o di forte perdita di elasticità, allora è l`erogatore del servizio a guadagnarci di più. Dopo gli anni `90 il problema non si pone più: le sacche sono in materiale sintetico. LA VERIFICA. Al contrario di quanto si possa pensare la verifica è problematica. L`ideale – dicono i tecnici di Asm Reti spa – sarebbe realizzare il controllo in laboratorio. In caso contrario si interviene a domicilio, ma ci sono dei costi: 40 euro (in media). La richiesta di una verifica è giustificata solo se si hanno sospetti più che fondati sul cattivo funzionamento dell`apparecchio. I tecnici, infatti, potranno dichiarare due opzioni: il contatore è ok, allora l`utente paga le spese e il contatore nuovo (circa 30 euro), perché per legge il vecchio non è reinstallabile, a meno di sottoporlo al testaggio del più vicino centro di certificazione, con costi superiori al nuovo. Se, al contrario, la verifica è favorevole all`utente, allora quest`ultimo avrà diritto alla sostituzione dell`apparecchio, non pagherà spese e verrà rimborsato degli addebiti che gli sono stati attribuiti in più. A dire il vero e in linea di massima, questa è un`ipotesi che gli operatori più seri quasi non contemplano, nel senso che a scadenze periodiche possono decidere per la sostituzione del contatore. In Asm Reti i contatori nuovi vengono testati a campione in una stanza a temperatura controllata. La tolleranza dei pezzi da installare può arrivare – per legge – al 6%. LA BOLLETTA BRESCIANA. È difficile fare i conti in tasca ai gestori del servizi che, come mostra il grafico in pagina, sono piuttosto numerosi. Diverso, invece, è il conteggio del budget che le famiglie bresciane devono investire per la bolletta del gas. I conti sono presto fatti (anche se si tratta di una stima). A fronte di 400mila utenze per un consumo medio di 1.500 metri cubi annui e ad un prezzo stimabile in 0,66 cent al mc, il risultato è di 396 milioni di euro. Farà piacere al consumatore sapere che dal prezzo finale il 41,5% se ne vola via in imposte. È un fatto paradossale che un bene destinato al riscaldamento o alla cucina, quindi un prodotto certamente non voluttuario, sia tassato in maniera così vergognosa. LA SOSTITUZIONE. A dire il vero una legge di qualche anno fa aveva introdotto l`obbligo, da parte del gestore del servizio, di sostituire i contatori a cadenza temporale predeterminata. In realtà, a fianco della legge doveva essere redatto un regolamento che non è mai stato fatto (sig!). Per la consulenza ringraziamo Ugo Pagani, responsabile dei servizi tecnici della distribuzione gas Asm Reti e Ferdinando Paolitti, responsabile servizio misura gas di Asm Reti.
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