18 Marzo 2020

Il console ucraino: «Vacanza annullata, ma quell’ hotel non rimborsa»

Rimborsi per soggiorni o viaggi annullati, è caos. E per tutelare i diritti di una comitiva di ragazzi stranieri che aveva prenotato, e poi disdetto, un soggiorno in un albergo di Favaro si muove perfino il Consolato generale dell’ Ucraina, il quale si rivolge al Codacons per ottenere aiuto. In una lettera inviata al Coordinamento delle associazioni consumatori e all’ Associazione Veneziana Albergatori, il console generale Roman Goriainov denuncia «la mancata restituzione di quanto versato da una agenzia di viaggi ucraina ad un albergo di Favaro per un tour di gruppo organizzato in Italia e che avrebbe dovuto fare tappa anche a Venezia». Nella lettera si specifica che l’ agenzia ucraina Flame Tour aveva prenotato un soggiorno per un gruppo di 95 persone, di cui 80 bambini, in un hotel di Favaro: «A seguito dell’ emergenza coronavirus l’ agenzia ha richiesto il rimborso dei depositi versati a tutte le strutture alberghiere che nelle varie tappe del viaggio in Italia avrebbero dovuto ospitare il gruppo, ottenendo da tutti la restituzione di quanto pagato, tranne che dalla struttura di Favaro». Risponde al console anche Claudio Scarpa, direttore dell’ Associazione Veneziana Albergatori: «Abbiamo ricevuto la comunicazione del console al quale spiegheremo che non possiamo intervenire nel caso specifico, in quanto non si tratta di un nostro socio». Il Codacons ha invece deciso di scendere in campo «e se la struttura alberghiera in questione non provvederà a rimborsare la somma richiesta, 600 euro, siamo pronti ad avviare una causa». L’ albergo di Favaro ha invece riferito «di avere proposto all’ agenzia ucraina il versamento di un voucher di 600 euro spendibile entro un anno nella stessa struttura, come previsto dal decreto governativo».

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