Il consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Codacons
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fonte:
- Il Mattino
Il consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Codacons sull’ultima direttiva introdotta dal governo Berlusconi nel luglio 2008 che disciplina i voli di Stato. I giudici della quarta sezione di Palazzo Spada hanno confermato la decisione presa precedentemente dal Tar del Lazio tenuto conto – è scritto nell’ordinanza – che «da un lato, alcuna prova è stata offerta a dimostrazione del concreto ed attuale pregiudizio che deriverebbe, in maniera grave ed irreparabile, dal protrarsi dell’ordinaria applicazione della direttiva contestata e, dall’altro, che, nel bilanciamento degli interessi in contrapposizione, appare prevalente garantire, in ogni caso, tutela a quello pubblico teso ad evitare soluzioni di continuità del trasporto aereo di Stato». Con l’ordinanza, firmata dal relatore Guido Romano e dal presidente Luigi Cossu, i supremi giudici amministrativi sostengono che «non sembrano emergere elementi sufficienti per pervenire, in tema di danno, a valutazioni diverse da quelle» del Tar del Lazio. Viene però riservata in sede di merito ogni decisione sulle questioni di diritto proposte dalle parti in udienza. Secca la replica del Codacons. «Il Consiglio di Stato ha mancato di coraggio». Lo afferma il presidente dell’associazione Carlo Rienzi: «Nel merito della decisione dei giudizi di Palazzo Spada – prosegue Rienzi – non è vero che non vi sia danno derivante dalla direttiva contestata, dal momento che ad essere danneggiata è prima di tutto l’immagine del nostro paese all’estero. Non solo. Il Codacons aveva chiesto di sospendere solo il comma 2 dell’articolo 5 della direttiva Berlusconi, che prevede la possibilità arbitraria di trasportare estranei sui voli di Stato. La sospensione di tale comma, non avrebbe certo interrotto la continuità del trasporto aereo di Stato». «Resta lo sconcerto – afferma ancora Rienzi – per l’avallo di comportamenti che, quantomeno, sono eticamente assurdi». Il Codacons annuncia che si rivolgerà alla Corte dei Conti, chiedendo di verificare una serie di trasporti di Stato e i passeggeri che hanno preso parte a tali spostamenti. L’associazione annuncia anche un ricorso alla Commissione Europea, relativamente alla questione sicurezza quando i soggetti presenti sui voli di Stato non vengono identificati con nome e cognome, ma solo con la generica indicazione «passeggero». Proseguono intanto da parte della procura della Reppublica di Roma le indagini sui cinque voli di Stato effettuati tra maggio e giugno dello scorso anno. L’inchiesta – aperta sempre su esposto del Codacons – ipotizza il reato di abuso d’ufficio e vede iscritto sul registro degli indagati, come atto dovuto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
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