3 Settembre 2010

Il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso contro la sentenza

 
ARRIVA la prima, importante, svolta nella questione del sovrapprezzo ai caselli dei raccordi autostradali gestiti dall’ Anas: il Consiglio di Stato ha infatti respinto i ricorsi presentati contro lo stop agli aumenti che erano diventati effettivi dal primo luglio di quest’ anno, come previsto dalla Finanziaria. Dopo che il Tar aveva accolto i ricorsi, infatti, la Presidenza del Consiglio dei ministri si era rivolta al Consiglio di Stato e la IV sezione di quest’ ultimo si è espressa specificando che l’ ordinanza del Tar del Lazio (che bloccava gli aumenti dei pedaggi) non va riferita a tutta Italia, «ma ai singoli segmenti stradali interessanti gli ambiti spaziali degli enti territoriali ricorrenti». In parole povere, solo chi ha presentato ricorso beneficia dello stop. E TRA GLI ENTI non ne figura nessuno del Piceno, mentre si erano attivati (ed hanno quindi avuto ragione) la Provincia di Roma, quella di Rieti, il Codacons, e la Provincia di Pescara e il Comune di Fiano Romano (con questi ultimi due che avevano presentato ricorsi autonomi). CHE COSA succederà adesso ai pedaggi del nostro territorio? A rispondere a questo quesito ci pensa il presidente della Provincia di Ascoli, Piero Celani, che rassicura: «E’ vero, sembra che il provvedimento faccia riferimento esclusivamente ai tratti che appartengono agli enti ricorrenti. Anche fosse così, abbiamo tempo per presentare ricorso anche noi». Il presidente spiega perché questa decisione potrebbe non essere quella definitiva: «Aspettiamo che il Ministero estenda il provvedimento a tutto il territorio nazionale: credo che lo debba fare perché altrimenti saremmo di fronte ad una palese incostituzionalità». UNA DECISIONE che verrà comunque presa nelle prossime settimane e che comunque non toglierebbe all’ ente provinciale la possibilità di ricorrere, visto che il termine ultimo è quello del 15 ottobre: «Crediamo che rivedranno tutta la questione, quindi aspettiamo che arrivi questa estensione anche senza il nostro ricorso: altrimenti, se questo non accadrà, noi saremo pronti a muoverci».

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