24 Agosto 2009

Il Consiglio di Stato decide domani se imporre un tetto al nuovo jackpot

La pioggia di milioni caduta su Bagnone grazie alla schedina che ha sbancato il Superenalotto avrà sicuramente eco martedì prossimo, 25 agosto, al Consiglio di Stato: la quarta sezione, presieduta da Gaetano Trotta, dovrà decidere sulla richiesta del Codacons di mettere un freno alla corsa del jackpot. L’associazione si è rivolta ai giudici amministrativi sperando in una sentenza che recepisca «le speranze di chi ha a cuore la salute sia psicologica che economica dei cittadini».  Il Codacons ritiene «immorale e scandaloso» il montepremi raggiunto dal gioco e «pericolosissima la corsa dei cittadini verso l’autodistruzione generata dal miraggio di sistemarsi per tutta la vita». Nei giorni scorsi i responsabili dell’associazione avevano chiesto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di convocare il ministro Tremonti proprio per mettere un argine al jackpot.  Il Codacons chiede di ripristinare il decreto del 1999 dell’allora ministro Visco che fissava un tetto alle vincite massime, anche aumentandolo, a 100 milioni di euro. Nel frattempo consiglia ai giocatori di conservare le ricevute giocate anche se non realizzano nemmeno un 3: se il sistema in atto dovesse essere dichiarato illegittimo si potrebbero richiedere indietro le somme giocate alla Sisal e ai Monopoli di Stato. Il «tetto» al montepremi non è l’unica grana legata al concorso della Sisal. Franco Corbelli, coordinatore del Movimento diritti civili, definisce «sospetta e inquietante» la vincita di Bagnone e ha detto che oggi presenterà un esposto-denuncia alla Procura di Massa Carrara chiedendo di indagare e di acquisire il dischetto con tutte le giocate di questo concorso. «Si vince in un paesino, affollato di molti turisti, con una giocata di soli due euro, con una schedina prestampata. Tutti messaggi precisi. Troppo precisi per essere casuali» – sostiene Corbelli secondo cui «è stato dimostrato, da esperti informatici, e riscontrato, da perizie fatte eseguire in passato, che si può tecnicamente entrare nel cervellone della Sisal e pilotare dall’esterno le maxi vincite al Superenalotto e che questa operazione, detta in gergo tecnico «Cavallo di Troia», è non solo possibile ma anche estremamente semplice da eseguire per un bravo hacker. Questo giustifica le denunce e i sospetti».

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