“Il Consiglio di Stato decida il 13 sull’ex Ilva”
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
TARANTO. No a possibili «colpi di mano». Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ha chiesto al Consiglio di Stato di non differire l’udienza fissata per il 13 maggio in cui i giudici di Palazzo Spada dovranno esprimersi sulla sentenza del Tar di Lecce (per ora sospesa) che ordina ad ArcelorMittal e Ilva in As di fermare gli impianti dell’area a caldo in ottemperanza all’ordinanza del primo cittadino sulle emissioni. «Il Comune – spiega Melucci – ha sempre sostenuto l’importanza di una decisione in breve termine sulla vicenda, alla luce del fondamentale diritto alla salute coinvolto». Il sindaco fa presente che «l’amministrazione comunale ha ricevuto un ulteriore atto di appello da parte del Ministero della transizione ecologica (già Ministero dell’Ambiente rigore, la ricezione di questo atto comporta lo slittamento dell’udienza la tempistica con cui è stato ricevuto fa pensare che sia questo l’intento del Ministero». Il chiaro riferimento è alla decisione del ministero per la Transizione ecologica di presentare, tramite l’Avvocatura dello Stato, ricorso in appello incidentale al Consiglio di Stato nel giudizio promosso da ArcelorMittal e Ilva in As contro la sentenza del Tar. questo punto aggiunge Melucci – la palla passa alle controparti ArcelorMittal Ilva e Ministero, che potrebbero invece insistere per lo spostamento della decisione». Il Codacons ha invece presentato un ricorso alla Corte europea dei Diritti Umani di Strasburgo (Cedu) chiedendo un intervento per «annullare l’ordinanza del Consiglio di Stato che ha sospeso lo spegnimento dell’area a caldo». Per l’associazione non è vero che la fermata degli impianti ritenuti inquinanti «avrebbe avuto un effetto catastrofico facendo rischiare la distruzione della fabbrica in maniera irreversibile». Ieri, intanto, si è svolta davanti alla sede del Mise la manifestazione dell’Usb per sollecitare il reintegro di Riccardo Cristello, l’impiegato 45enne licenziato da ArcelorMittal per aver condiviso su Fb un post, ritenuto denigratorio, che invitava alla visione della fiction “Svegliati amore mio” sulle conseguenze sanitarie dell’inquinamento di un’acciaieria Alla manifestazione hanno partecipato anche i registi della serie televisiva, Ricky Tognazzi e Simona Izzo. «Chiedo alla dottoressa Morselli (l’Ad di ArcelorMittal ndr) di ripensarci – ha detto Cristello ai giornalisti – e di riprendermi. Chiedo il reintegro sul posto di lavoro. Credo di non aver offeso nessuno. Non sono una persona che offende, non è il mio caso. Sicuramente c’è stata una incomprensione». Per Ricky Tognazzi «non si può mettere sul piatto della bilancia da una parte la libertà d’espressione e dall’altra il lavoro. Come non si può mettere sullo stesso piatto della bilancia la salute e il lavoro. Noi facciamo i cantastorie, abbiamo raccontato una storia e Taranto si è riconosciuta». Anche la regista Simona Izzo ha lanciato un appello all’Ad Morselli: «Io penso che una donna e una madre – ha affermato – forse con più attenzione e senso di giustizia deve ripensare a questa storia. Dia un esempio: restituisca questo posto a Riccardo».
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