Il Consiglio di Stato dà torto a Lomazzo «Così i cittadini hanno perso milioni»
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fonte:
- La Provincia di Como
La quinta sezione del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Lomazzo contro 2i Rete gas. Si tratta di una controversia iniziata nel 2011 e che riguarda l’ aggiudicazione del servizio di distribuzione del gas. La vicenda è tecnica, ma riguarda una somma di denaro da far girare la testa. Quattro anni fa era scaduto il contratto per la distribuzione del gas. E con un nuovo bando, il servizio era stato affidato a Acsm-Agam. Ma una società concorrente, 2i Rete gas ha impugnato la decisione davanti al Tar. Il tribunale aveva quindi ammonito il Comune per due motivi. Il primo: un componente della commissione per valutare il bando era anche consulente esterno comunale, ovvero l’ esperto che doveva costruire la stessa gara. E la commissione era intervenuta prima della scadenza per la presentazione delle offerte. Quindi il Comune ha rifatto la gara, questa volta ad invito. E ciò porta al secondo motivo. Perchè nel frattempo le regole sono cambiate, e nel 2011 il legislatore ha deciso che questo argomento non è più competenza del singolo Comune, ma dell’ ambito territoriale, ovvero Como. G6 Rete gas ha promosso un nuovo ricorso: la gara ad invito sarebbe stata tardiva e mancante di alcune le comunicazioni necessarie. Il Comune ha resistito fino all’ ultimo grado, ma il suo appello non è stato accolto dai giudici. «Così Lomazzo dovrà rinunciare al canone di concessione annuale delle reti gas per i prossimi dodici anni – spiega Pino Crusco, ex consigliere comunale e responsabile ambiente per Codacons – sono circa 227mila euro all’ anno, quindi 2 milioni e 700 euro di minori introiti. Senza contare i 60mila euro pagati per ricorsi, appelli e avvocati. Non devono essere i cittadini a pagare per questi errori, ma gli amministratori». Una precisazione: la società di distribuzione pagava un canone per poter usare i tubi, la rete fisica entro cui scorre il gas che è di proprietà comunale. Durante questa controversia Giovanni Rusconi era il sindaco di Lomazzo: il suo indice è ora puntato contro dirigenti comunali, segretaria e ufficio tecnico. «Sono questioni tecniche, non centra la parte politica – si difende – sono gli uffici a preparare bandi e gare, non c’ è stato un input politico. Non cerchino di screditarci». A stretto giro però arriva la risposta dell’ attuale sindaco, Valeria Benzoni. «Scaricare il barile sui tecnici è da vigliacchi – dice Benzoni, in carica da pochi mesi – la parte politica deve valutare, con un ricorso al Tar e al Consiglio di Stato non dare indicazioni è ancora più grave». La segretaria comunale, Marina Bellegotti, che ha seguito da vicino tutta la vicenda, preferisce non commentare. Si limita a fare sapere che le spese legali da saldare per l’ ultimo appello sono 4875 euro e che sono già pronte le carte per un nuovo ricorso. Per chiedere alla società che distribuisce il gas di pagare il canone, almeno gli ultimi anni. • S.Bac.
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