12 Gennaio 2022

Il consenso informato non è cambiato

Dopo  la  nuove  norme  sull’obbligo  vaccinale,  il  consenso  informato  firmato  dai  cittadini  va  modificato  con  urgenza,  afferma  Carlo  Rienzi,  del  Codacons  (secondo  quanto  apparso  su  l’Arena  di  venerdì  gennaio),  dato  che  oggi  moduli  sul  consenso  non  prevedono  responsabilità  in  capo  allo  Stato  in  caso  di  reazioni  avverse  gravi  danni  permanenti.  Rienzi  conclude  invitando  “gli  over  50  non  firmare  alcun  consenso  informato”  (io  direi  che  allora  è  meglio  evitarsi  il  disturbo  di  recarsi  agli  hub  vaccinali)  “cancellare  dai  moduli  qualsiasi  clausola  che  escluda  responsabilità  dello  stato”.  Ohibò,  ragionamento  interessante…E  allora  cos’ho  stoltamente  firmato  io  per  ben  tre  volte?  Vado  riguardare  il  modulo.  Che  non  contiene  alcun  cenno  ad  esclusioni  di  responsabilità  dello  Stato  in  caso  di  danni.  Si  riferirà  modifiche  recentissime,  penso,o  moduli  di  altre  città,  ma  il  testo  è  sempre  quello  che  appare  sul  sito  governativo:  si  firma  che  si  è  stati  informati.  Questo  è  sufficiente  perché  lo  Stato  non  risponda  più  degli  esiti  di  un  intervento  che  ha  raccomandato  fortemente?  No,  come  Rienzi  saprà  meglio  di  me  (basta  una  veloce  ricerca  su  internet),  la  legge  210/92  prevede  il  diritto  all’indennizzo  favore  di  chi  subisce  gravi  danni  effettivamente  causati  da  vaccinazioni  obbligatorie.  In  seguito  la  Corte  costituzionale,  con  diverse  sentenze,  ha  esteso  l’indennizzo  anche  ai  casi  di  danni  comprovati  causa  di  vaccinazioni  non  obbligatorie  ma  raccomandate.  Recentemente  la  Corte  ha  esteso  l’indennizzo  alle  vaccinazioni  antinfluenzali  contro  l’epatite,  che  sono  facoltative.E  allora  cos’è  che  andrebbe  cambiato?  Non  mi  è  chiaro  come  si  potrebbe  cancellare  una  clausola  che  non  c’èè.  Forse  in  mezzo  tanto  allarme  sulla  tenuta  della  nostra  democrazia  Rienzi  ci  vuole  in  qualche  modo  rassicurare:  in  Italia  anche  oggi  ognuno  ha  diritto  dir  quel  che  vuole,  anche  se  di  questi  tempi  non  ci  sarebbe  così  bisogno  di  aumentare  la  confusione.  Donatella  Miotto  VERONA

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox